Campania, insegnare stanca:
in aumento i prof ammalati

di Gianluca Sollazzo

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In aumento il numero dei docenti classificati come inidonei per problemi di salute. Nel corso del 2017 appena concluso si sono registrati più docenti ammalati rispetto all'anno procedente. Il dato arriva dall'Ufficio scolastico provinciale che come ogni anno tiene sotto controllo l'andamento dei casi di inidoneità all'insegnamento che si distinguono in temporanei e definitivi. Complessivamente si sono allontanati dalla cattedra per problemi di salute ben 15 docenti che hanno dovuto osservare un periodo di riposo o di cure obbligate. Un dato allarmante che certifica come il lavoro dell'insegnante sia diventato sempre più logorante e faticoso.

In barba a quanti, per luoghi comuni, si lasciano andare a considerazioni superficiali e stucchevoli sui lunghi tempi di vacanza a disposizione del mondo dei docenti. Lavorare nella scuola ammala e stanca più del passato, questo è un dato inconfutabile. Sono stati 15 i docenti che nel 2017 hanno dovuto allontanarsi per un limitato periodo di tempo dalla classe, questo significa stop alle lezioni e al rapporto con gli studenti: nel 2016 i casi di inidoneità erano stati appena 10. È una commissione medica di verifica ad aver chiarito il destino dei docenti che, per motivi di salute, avevano fatto richiesta a inizio anno di prendersi un periodo di pausa dalla didattica. A conclusione del procedimento di verifica delle condizioni di salute dei docenti, scatta la classificazione di inidoneità all'insegnamento per un minimo di 6 mesi. Mentre a 5 docenti i medici hanno riconosciuto l'inidoneità permanente, cioè non potranno più insegnare in una scuola di Salerno e provincia. Un trend allarmante se si considera il raffronto con un anno fa: nell'arco di 12 mesi è aumentato di cinque unità il numero di esoneri temporanei e permanenti soprattutto di maestre salernitane impegnate per anni ad educare alunni delle scuole dell'infanzia ed elementari. L'incremento dei casi di docenti impossibilitati ad andare in classe è del 50%. È quanto emerge da una fotografia sulla condizione di docenti che trapela dall'amministrazione scolastica provinciale che ogni anno si trova a fare i conti con richieste di esonero o di allontanamento temporaneo dal servizio delle insegnanti.

Quest'anno il dato ha raggiunto una impennata considerevole rispetto all'anno scorso. Si è passati dagli 8 insegnanti inidonei nel 2015, ai 10 del 2016 fino ad arrivare ai 15 registrati nel 2017. Nella maggior parte dei casi si tratta di maestre del primo ciclo dell'istruzione alle prese con problemi di salute che si sono aggravati nel corso degli anni. E tra i motivi alla base delle inidoneità accertate da una commissione medica c'è anche il fattore legato a mansioni usuranti, come l'indebolimento delle corde vocali e la stanchezza fisica e mentale. È bastato un anno per sancire una impennata di casi di allontanamenti volontari dall'insegnamento, forse perché insegnare è diventato più difficile o forse perché il livello di anzianità ha raggiunto picchi decisivi. Tra le inidoneità c'è chi ha 63 anni o chi ha superato i 50 anni e non ce la fa più. Tra i 15 docenti inidonei si registra una elevata percentuale di richieste a transitare ai ruoli amministrativi Ata, cioè il lavoro di segreteria. Ma ad incidere nell'80% è l'aggravamento di salute legato prevalentemente alla vecchiaia e alla carriera usurante soprattutto nell'infanzia. Pendolari, anziani e talvolta con decenni di carriera alle spalle, ma che oggi non ce la fanno più a proseguire. Un trend che ha accesso evidentemente una spia rossa.
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Martedì 2 Gennaio 2018, 10:34 - Ultimo aggiornamento: 02-01-2018 10:34
© RIPRODUZIONE RISERVATA



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1 di 1 commenti presenti
2018-01-02 18:51:01
stanca chi non e' portato, e' una missione, andate a zappare altrimenti!!!

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