Vent'anni di lezioni, il compleanno
dell’Accademia Italiana di Salerno

1997-2017 Vent’anni di attività, di sfide, di impegno e di professionalità. Correva l’anno 1997, quando è iniziata l’avventura di una giovane imprenditrice salernitana, Francesca Romana Memoli, che, partendo da un progetto visionario, è riuscita a farlo diventare una realtà consolidata, non solo sul territorio locale, ma soprattutto in uno scenario internazionale. È anche grazie al suo operato nel mondo, come ambasciatrice della cultura e del territorio Campano che la vocazione turistica della città di Salerno è profondamente cambiata.

Direttrice, com’è cambiato in questi anni lo scenario turistico della città di Salerno?
«Quando ho fondato l’Accademia Italiana ovunque si sentiva dire che Salerno era una bella città per il turismo di passaggio. Tutti pensavano alla città come meta di una breve escursione mentre si visitavano la Costiera Amalfitana o il Cilento, ma nulla di più. Negli ultimi 20 anni la prospettiva è profondamente cambiata, anche grazie alla nostra attività che ha contribuito a modificare l’immagine della città. Salerno oggi non è più percepita come una destinazione balneare e stagionale, ma anche come un centro accademico, educativo e culturale. Ne sono la riprova i nostri 750 studenti all’anno, che vi trascorrono in media quasi 3 settimane a testa».

Com’è nata l’idea di aprire una scuola a Salerno?
«Ho studiato all’Università di Salerno e, a soli 18 anni, ho avuto l’opportunità di essere coinvolta dai miei professori nella gestione didattica dei corsi di lingua rivolti agli studenti Erasmus. Dopo la laurea, ho frequentato un Master a San Pietroburgo per specializzarmi nella lingua russa e anche lì, ho avuto l’opportunità di continuare ad insegnare la mia lingua ai russi. Dopo una breve esperienza in Francia, sono rientrata in Italia e ho insegnato a Firenze e Roma. Lì mi si è aperto un mondo, perché ho scoperto la magia dell’insegnamento nelle classi internazionali e ho deciso di portare questo mondo a Salerno, dove sono nata e cresciuta. Ho capito che se volevo realizzare il mio sogno dovevo diventare imprenditrice. Ho provato ad accedere al primo bando dedicato all’imprenditoria femminile, ma non ho potuto ottenere nessun finanziamento. Il progetto, però, era avviato e ne ho parlato con i miei genitori. Sono stati lungimiranti e gliene sarò riconoscente per sempre: hanno capito che si trattava di un progetto di vita e mi hanno dato fiducia, nonostante i miei 24 anni. Mi hanno offerto i loro risparmi di sempre, dicendomi “Giocati la tua vita”. E così è stato».

Ricorda uno studente speciale?
«Sicuramente Akiko, una delle prime studentesse giapponesi della mia scuola. È stata con noi un anno e ora vive in Inghilterra. Ancora oggi siamo in contatto e vedo che, spesso, parla di me su Facebook come la sua migliore insegnante (adesso sta studiando all’Istituto Italiano di Cultura di Londra). Mi fa un grande piacere. In realtà, per me, tutti gli studenti sono speciali. A volte mi rendo conto di avere un atteggiamento molto protettivo nei loro confronti e di trattarli quasi come bambini anche se sono grandi. Me l’hanno pure scritto nei questionari di gradimento finale. A volte l’approccio di madre lo esercito anche sul mio staff. Il fatto è che, nel bene e nel male, mi sento e sono una madre e l’Accademia è una mia creatura».

Tante soddisfazioni quest’anno per la scuola che festeggia il sui ventesimo anniversario ed entra di diritto tra i colossi del turismo didattico,nominata tra le prime cinque scuole di italiano nel mondo. Il concorso internazionale “Stm Star Awards 2017” si concluderà con la lettura della classifica finale a Londra il prossimo settembre. 
Venerdì 11 Agosto 2017, 21:53
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