Il latte delle mucche del Papa nella vernice per imbiancare i palazzi

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano Il latte delle mucche del Papa semba fare davvero miracoli: oltre ad essere buono e gustoso, oltre a essere bio al cento per cento perché le bestie allevate nelle fattorie pontificie sono alimentate solo con cose naturali, resta l’ingrediente principale (e segreto) delle pitture ancora utilizzate per alcuni palazzi vaticani. I muri di molti ambienti sono pitturati con una vernice speciale che si tramanda da secoli. Lo ha rivelato il capo degli architetti vaticani, Vitale Zanchettin, illustrando il lavoro di conservazione che normalmente viene fatto, dalle fasi del monitoraggio a quelle della ristrutturazione, dove tutto deve essere il più possibile attinente alla tutela ambientale, nel rispetto dell’armonia complessiva di ogni ambiente, interno ed esterno del Palazzo del Belvedere. «Non è che siamo fissati con le cose antiche, né siamo nostalgici del passato, si tratta di utilizzare una pittura che offre la possibilità di avere maggiore tenuta cromatica». Il famoso color crema. Una tonalità delicata, quasi pastello, che non ha eguali. 

La vernice al latte si ottiene grazie ad una ricetta segreta che viene conservata al di là del Tevere e che, naturalmente, necessita di un bel po’ di latte munto dalle mucche papali. All’ingrediente principale vengono inserite gradualmente altre sostanze in dosi prestabilite, mescolate tra loro con sapienza, fino a raggiungere la densità e la stabilità cromatica necessaria. Un’arte nascosta ai più che sopravvive al tempo, ai macchinari, alle vernici chimiche, protetta dal copyright più esclusivo, quello papale. Infine spetta ai pittori intervenire, una mano dopo l'altra e voilà..
Martedì 19 Dicembre 2017, 20:44 - Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre, 10:07

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