Vaticano, si apre il processo per le spese dell'appartamento di Bertone pagato 2 volte

di Franca Giansoldati

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Città del Vaticano - Quando le cose iniziano storte spesso procedono ancora più storte. Per esempio il garbuglio irrisolto del leggendario appartamento del cardinale Tarcisio Bertone. La vicenda sembrava avviata a conclusione con la restituzione dei famosi 150 mila euro al Bambino Gesù da parte del cardinale, (visto che la fondazione dell'ospedale pediatrico aveva fatto fronte alle fatture emesse per la ristrutturazione).

Nella cappa di silenzio calata su questo imbarazzante intreccio la prossima settimana al di là del Tevere si aprirà un processo proprio sulle responsabilità legate allo sfortunato appartamento. Il fatto è che i lavori di ristrutturazione affidati alla ditta Castelli Re - nel frattempo fallita - sono stati pagati ben due volte. La prima volta dal Bambino Gesù e, quasi in concomitanza, anche dal Governatorato, il super municipio vaticano dal quale dipendono tante ristrutturazioni all'interno del piccolo stato pontificio.

Ad essere chiamato in giudizio è uno dei funzionari incaricati dai superiori a eseguire i pagamenti, ma individuato dagli atti in mano al Promotore di Giustizia come il responsabile della uscita di denaro. A distanza di quattro anni i nodi stanno per venire al pettine. In pratica per la costosa ristrutturazione (dal capitolato si tratterebbe di una cifra non inferiore ai 400-500 mila euro) risulta pagata due volte alla impresa edile chiamata da Bertone a rimettere a nuovo la futura casa. 

 Nel 2013, dopo l'elezione di Bergoglio, il cardinale che avrebbe dovuto liberare l'appartamento da segretario di Stato nel Palazzo Apostolico incalzava l'andamento dei lavori che andavano a rilento. La Castelli Re nel frattempo aveva dato in sub-appalto l'incarico ad una impresa che lamentava ritardi nei pagamenti. I tempi stringevano. Come spesso succede è nelle pieghe di una amministrazione verticistica come il Vaticano che finiscono per annidarsi disguidi grossolani, fino a far partire un mandato di pagamento, senza controllare se ne era stato già fatto un altro da un'altra parte. Siccome con i numeri si può fare poca filosofia, successivamente i funzionari dell'autorità finanzairia rilevarono anomalie nei conti. Analizzando i documenti contabili si sono sono accorti che qualcosa non tornava. Fino  all'apertura del fascicolo contro l'impiegato negligente che, probabilmente, si è limitato ad eseguire un ordine tassativo che arrivava dall'alto.

Il processo sembra voler chiudere certi conti col passato. A suo tempo Mariella Enoch, presidente del Bambin Gesù spiegò ai giornalisti che la fondazione dell'ospedale pediatrico aveva chiuso la questione con Bertone, il quale riconoscendo che la vicenda della ristrutturazione avevano avuto ripercussioni negative, ha devoluto al Bambino Gesù i 150mila euro. «La somma – aveva chiarito Enoch – va intesa come donazione nel senso vero e proprio perché il cardinale non ha avuto direttamente questo denaro tra le sue mani per la ristrutturazione del suo appartamento». Insomma i soldi sono transitati a sua insaputa, finendo per disperdersi chissà dove, nelle mani della ditta fallita Castelli Re.
Giovedì 6 Luglio 2017, 19:19 - Ultimo aggiornamento: 07-07-2017 11:48
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1 di 1 commenti presenti
2017-07-07 01:19:35
Lo declassano a chirichetto semplice?

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