Deputato venezuelano davanti al Papa chiede a sorpresa alla fidanzata: «Sposami»

di Franca Giansoldati

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CITTA' DEL VATICANO - Sulla cima di una montagna, in mezzo all’oceano, davanti a un tramonto mozzafiato, sotto i bagliori di un’alba boreale o su un palco di fronte a milioni di fans, come ha fatto Fedez con Chiara Ferragni. Tra tutti i più fantasiosi modi di chiedere in moglie la propria amata, con la fatidica e commovente domanda: «Mi vuoi sposare», finora mancava alle cronache la richiesta fatta davanti ad un Papa. Cosa che ha fatto un giovane politico venezuelano che, domenica scorsa, mentre era in Vaticano con altri parlamentari cattolici in fila per conoscere Papa Bergoglio e stringergli la mano assieme alla sua fidanzata, ha colto il momento magico per una sorprendente dichiarazione d’amore. In ginocchio davanti alla bionda ragazza ha tirato fuori dal taschino un bell’anello con un enorme solitario e, al cospetto di Francesco, che sembrava divertirsi parecchio per  il fuori programma, ha rivolto a Maryangel quelle poche parole destinate a cambiare la vita ad entrambi.

Dario Ramirez ha sorpreso tutti. Nessuno dei presenti immaginava un epilogo del genere al termine di una riunione protocollare dedicata ad una ottantina di parlamentari dell’International Catholic Legislators Network organizzata dal cardinale di Vienna, Schoenborn e da David Alton, membro della Camera dei Lord, i quali, dalle foto scattate dal fotografo dell’Osservatore Romano sono stati immortalati con espressioni sbalordite per l’insolita scenetta. Maryangel ha subito accettato la proposta con le lacrime agli occhi, e il Papa li ha benedetti tutto felice. A quel punto è partito un lungo applauso e l’austerità della Sala Clementina ha lasciato spazio all’allegria scomposta e spontanea di una festa improvvisa. Il Papa aveva appena finito leggere un discorso contenente una serie di argomenti che gli stanno particolarmente a cuore, come l’impegno a costruire una società più giusta. Ai parlamentari ha ricordato di costruire ponti di dialogo tra diverse prospettive politiche, anche quando queste rispondono a precise finalità, per promuovere una maggiore cura per «gli indifesi e gli emarginati, specialmente i molti che sono costretti a lasciare la loro patria, così come favorire anche una corretta ecologia umana e naturale».
 
Martedì 29 Agosto 2017, 18:24 - Ultimo aggiornamento: 30-08-2017 19:44
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