Papa Francesco approva il primo incubatore d'impresa per le start up che fanno business eco-compatibile

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano Papa Francesco guarda avanti, benedice il business politicamente corretto, e autorizza l’avvio di un incubatore d’impresa destinato a favorire le start up che interagiscono con i settori chiave della salvaguardia del pianeta: l’energia, il sistema alimentare, l’acqua, la protezione degli ecosistemi, la configurazione di industria e finanza secondo modelli meno invasivi degli attuali. Il primo incubatore di impresa collegato al Vaticano è destinato ad accelerare la creazione di nuove imprese fornendo loro servizi di supporto integrati. Tutto con l’obiettivo di salvare il pianeta terra. Laudato Si Challenge si ispira all’enciclica verde di Papa Bergoglio e avrebbe già selezionato alcuni progetti da portare avanti. Tra questi ci sarebbero start up di prodotti a base di riso e altri farinacei provenienti dagli scarti di alcune panetterie, in sintonia con il concetto di economia circolare destinato a diventare un percorso obbligato nel prossimo futuro. Rize products è, infatti, una delle nove start up che sono selezionati per il primo acceleratore d’affari del Vaticano. L’iniziativa è partita dal dicastero del cardinale Turkson, elaborata dai suoi collaboratori con l’aiuto di un imprenditore statunitense, Eric Harr che ha provveduto a finanziare la piattaforma con un iniziale capitale di 85 mila euro. Alla base c’è la ricerca di un modello industriale capace di far fronte a diverse sfide etiche. «Uno degli obiettivi che si perseguono è la giustizia sociale». Un altro obiettivo è contribuire a raggiungere un equilibrio climatico nel 20130. Un esempio di nuova economia che Papa Francesco avrebbe subito appoggiato con entusiasmo.
Lunedì 11 Dicembre 2017, 17:04 - Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre, 00:55
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