La frittata vaticana della lettera di Ratzinger, il Vaticano ammette di avere taroccato una foto

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – C'è grande imbarazzo al di là del Tevere all'indomani della  frittata mediatica orchestrata dal Vaticano in occasione dell'anniversario del quinto anno di pontificato di Papa Francesco.

Al centro di quello che ormai ha tutti i contorni per diventare un casus belli alla ricerca di chi ha commesso errori tanto grossolani sulla diffusione (parziale) del testo scritto dal Papa emerito Ratzinger in sostegno al Papa regnante Francesco - che da tempo è in evidente difficoltà e bersagliato da pesanti critiche interne ed esterne alla Chiesa - ci sarebbe una strategia mediatica un po' pasticciata. Il piano ha visto diffondere urbi et orbi una fotografia taroccata alla stampa e un comunicato monco, visto che non conteneva la parte finale della lettera inviata da Ratzinger al prefetto della Comunicazione, don Dario Viganò dalla quale si evinceva un robusto endorsement a Papa Bergoglio in campo teologico. Anche se la lettera in questione era stata letta integralmente da don Viganò, due sere fa, durante la presentazione di una collana di libri su Bergoglio, gli strumenti che sono stati trasmessi ai mass media per essere divulgati, essendo parziali, hanno finito per modificare i contorni del messaggio finale.

Con quella lettera Papa Benedetto ha effettivamente voluto sottolineare che è sbagliato mettere in contrapposizione i due pontificati – dicendo che è stolto ritenere Francesco zoppicante in teologia – ma in presenza del testo completo è chiaro che rispondeva ad una richiesta per cortesia, sottraendosi al compito di dare un giudizio complessivo sull'opera teologica di Bergoglio («gli undici volumetti»). Nella parte omessa spiega, infatti, che quei libri non li ha letti, né avrebbe il tempo per farlo perché ha altre cose più importanti in calendario. Con l'ultima frase omessa l'endorsement  - che è stato fatto passare con il piano mediatico - viene decisamente un po' depotenziato. Naturalmente resta il fatto che tra i due pontefici vi è davvero una grande vicinanza d'affetto, un legame quasi fraterno.

Ieri il Vaticano è stato costretto ad ammettere - alla agenzia americana Ap - di avere taroccato la fotografia. Un dettaglio manipolatorio piuttosto imbarazzante in un periodo in cui i media vaticani martellano contro le fake news e il Papa predica spesso sul rischio di non lasciarsi tentare da questa deriva.

Il Vaticano in serata, attraverso l'Ansa, ha replicato che «nessuno ha voluto nascondere o manipolare nulla». Si trattava semmai di una foto «chiaramente artistica», «la parte sfocata è stata letta da monsignor Viganò pubblicamente in occasione della conferenza stampa».







 
Giovedì 15 Marzo 2018, 12:40 - Ultimo aggiornamento: 21-03-2018 12:30
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1 di 1 commenti presenti
2018-03-21 16:11:46
Gentile dott.ssa Giansoldati. Che i due papi abbiano "una grande vicinanza d'affetto, un legame quasi fraterno" dovrebbe essere una cosa ovvia, scontata, trattandosi di due massimi esponenti di una religione che predica l'amore e la fratellanza. Mi permetta di dissentire dal presunto endorsement che lei deduce dalla lettera. A me sembra il contrario: il papa teologico, Ratzinger, definisce l'opera teologica di Bergoglio come "undici volumetti" (definizione senza dubbio riduttiva dell'opera) , e, ancora peggio, afferma che non ha tempo per leggerli "perché ha cose più importanti da fare". Lui che era ed è il massimo teologo nella chiesa non ha tempo per leggere un trattato teologico che ha scritto il suo successore che in teologia certamente non è considerato alla sua altezza?

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