Papa Francesco chiede libertà per il Nicaragua sconvolto da forti ondate di violenza

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Papa Francesco chiede libertà e rispetto delle leggi in Nicaragua in questi giorni sconvolto da uan ondata di violenze in tutto il Paese. «Mi unisco ai miei fratelli vescovi del Nicaragua e al loro dolore per le violenze compiute da gruppi armati. La Chiesa e' sempre per il dialogo ma questo richiede 
impegno fattivo a rispettare la liberta’ e soprattutto per la 
vita. Si assicurino le condizioni per la ripresa del dialogo» ha detto Papa Francesco dopo l’Angelus. La Chiesa nicaraguense sta cercando di fare da cuscinetto, cercando spiragli di dialogo, tra il governo e l’Alleanza civica. All'origine del muro contro muro il rifiuto di democratizzazione, la riforma costituzionale per andare a elezioni anticipate e la riforma sull’organizzazione del potere legislativo. Sotto la mediazione della Chiesa entrambe le parti sembravano disposte a costituire una Commissione mista. Finora l'ondata di proteste che ha coinvolto le università è costata la vita a una sessantina di persone.

Le proteste sono iniziate ad aprile dopo che il governo aveva proposto una riforma sulle pensioni, praticamente a miccia per far scoppiare le frustrazioni di un popolo incapace di superare la crisi economica che colpisce soprattutto i settori più deboli nonostante le promesse del governo socialista del presidente sandinista Daniel Ortega. La forte repressione delle proteste da parte delle forze di sicurezza e l’intervento di gruppi violenti pro governativi sui manifestanti hanno provocato centinaia di feriti e oltre sessanta morti.

Papa Francesco durante l'Angelus ha ricordato anche la festa del Corpus Domini, ricordando ai fedeli riuniti in piazza san Pietro, che si tratta di una festa collegata direttamente al mistero di Cristo sulla croce e alla sua resurrezione. «Ci insegna a diventare più accoglienti e disponibili 
verso quanti sono in cerca di comprensione, di aiuto, di 
incoraggiamento, e sono emarginati e soli».

«La presenza di Gesù vivo nell’Eucaristia - ha spiegato il pontefice - è come una porta, una porta aperta tra il tempio e la 
strada, tra la fede e la storia, tra la città di Dio e la città 
dell’uomo», «Gesù, morto e risorto, continua a percorrere le 
strade del mondo, si affianca a noi e guida il nostro cammino: 
alimenta la fede, la speranza e l’amore; conforta nelle prove; 
sostiene l’impegno per la giustizia e la pace».

 
Domenica 3 Giugno 2018, 13:30 - Ultimo aggiornamento: 03-06-2018 18:45
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