Papa Francesco: «Immorale il lavoro nero e quello precario»

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di Franca Giansoldati

Città del Vaticano Basta lavoro precario e lavoro nero. E' immorale. «Il lavoro precario è una ferita aperta per molti lavoratori, che vivono nel timore di perdere la propria occupazione». Papa Francesco nel messaggio inviato alle Settimane Sociali della Cei che si sono aperte a Cagliari ha affrontato il tema dell'occupazione rammentando «l'angoscia» percepita ogni volta che si trova davanti a un padre o a una madre che temono di non trovare più un impiego e campano con un lavoro «da settembre a giugno e non sa se lo avrà nel prossimo settembre. Precarietà totale. Questo è immorale».

Parole durissime. «Questo uccide: uccide la dignità, uccide la salute, uccide la famiglia, uccide la società. Il lavoro in nero e il lavoro precario uccidono. Rimane poi la preoccupazione per i lavori pericolosi e malsani, che ogni anno causano in Italia centinaia di morti e di invalidi».

L’Enciclica Rerum novarum (1891) di Papa Leone XIII, e la Dottrina sociale che si è sviluppata di conseguenza dimostrano l'attenzione da parte della Chiesa che, ha ricordato il Papa, «nasce per difendere i lavoratori dipendenti dallo sfruttamento, per combattere il lavoro minorile, le giornate lavorative di 12 ore, le insufficienti condizioni igieniche delle fabbriche».

Il messaggio si conclude con un incoraggiamento a chi sta cercando lavoro. «Il mio pensiero va anche ai disoccupati che cercano lavoro e non lo trovano, agli scoraggiati che non hanno più la forza di cercarlo, e ai sottoccupati, che lavorano solo qualche ora al mese senza riuscire a superare la soglia di povertà. A loro dico: non perdete la fiducia. Lo dico anche a chi vive nelle aree del Sud d'Italia più in difficoltà. La Chiesa opera per un’economia al servizio della persona, che riduce le disuguaglianze e ha come fine il lavoro per tutti».

Stavolta però Papa Bergoglio se la prende anche con la pubblica amministrazione. «La dignità e le tutele sono mortificate quando il lavoratore è considerato una riga di costo del bilancio, quando il grido degli scartati resta ignorato. A questa logica non sfuggono le pubbliche amministrazioni, quando indicono appalti con il criterio del massimo ribasso senza tenere in conto la dignità del lavoro come pure la responsabilità ambientale e fiscale delle imprese. Credendo di ottenere risparmi ed efficienza, finiscono per tradire la loro stessa missione sociale al servizio della comunità».

 
Giovedì 26 Ottobre 2017, 16:26 - Ultimo aggiornamento: 27-10-2017 14:33
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4 di 4 commenti presenti
2017-10-27 00:49:39
Che meraviglia che e' questo Papa !!Lui vuole entrare nella mente ...mentre GESU' VUOLE ENTRARE NEI CUORI....Papa leggi il libro di FILEMONE dove l'Apostolo Paolo chiede come il datore di lavoro deve trattare il suo SCHIAVO.
2017-10-26 22:02:59
ma e' sempre esistito! Papa vai nei cantieri per esempio e chiedi al datore di lavoro quanti operai ha assunto legalmente e quanti lavorano a nero senza neanche protezione sul lavoro .... Papa fatti pure un giro per le fabbriche settore tessile e Chiedi quanti operai lavorano a nero e quanti lavoro con documenti Ma lei sul Suo bel trono dice cose che in realta' nulla cambia anche la religione e' diventata precaria infatti se non ci sono soldi non si va a messa! gli schiavi sono sempre esistiti adesso anche se lavori con documenti e paghi le tasse in italia ti danno abbastanza per vivere alla fine del mese non ti rimane nulla e questa non e' una sistuazine soltanto italiana ma Mondiale! ma Lei questi messaggini che fa sul Trono li fa soltanto per L Italia?
2017-10-26 21:20:02
c'è il lavoro precario e in nero grazie anche ai richiami che fa questo papa per farci invadere da sempre maggiori risorse africane, viva l'ipocrisia....
2017-10-26 18:12:59
"immorale il lavoro precario"?? bene. ecco un elenco, peraltro incompleto, di illustri signori cui dovrebbero, come si suol dire, "fischiare le orecchie": treu tiziano, prodi romano, d'alema massimo, veltroni valter, napolitano giorgio, ciampi aurelio, bersani pierluigi, cofferati sergio, larizza antonio, d'antoni sergio, bindi rosy, bassoiino antonio, rutelli francesco, maroni roberto, sacconi maurizio, silvio papi bunga. IL LAVORO PRECARIO E' LEGGE DELLO STATO GRAZIE A LORO. o perchè ministri o perchè l'hanno votato o perchè non ci si sono opposti.

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