Papa Francesco ai giornalisti, «raccontate le storie delle periferie, aiutano a fare capire meglio la realtà»

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – A Papa Francesco non piace l'informazione eterodiretta, “lontana dalla realtà e dalla gente”. Lo dice parlando al Premio Agnes e riflettendo in generale sulla direzione della comunicazione. Una delle sue parole chiave è «periferie».

«Molto spesso – ha detto - i luoghi nevralgici della produzione delle notizie si trovano nei grandi centri. Questo però non deve farci mai dimenticare le storie delle persone che vivono distanti, lontane, nelle periferie. Sono storie a volte di sofferenza e di degrado; altre volte sono storie di grande solidarietà che possono aiutare tutti a guardare in modo rinnovato la realtà». Il ruolo del giornalista, secondo il Papa, deve essere «garante dell’informazione corretta, attendibile, autentica e puntuale».

Durante l'udienza ha raccontato che spesso gli capita di vedere, in occasione di viaggi apostolici o di altri incontri, una differenza di modalità produttive delle notizie. «dalle classiche troupe televisive fino ai ragazzi e ragazze che con un telefonino sanno confezionare una notizia per qualche portale. O anche dalle radio tradizionali a vere e proprie interviste fatte sempre con il cellulare. Tutto questo dice che davvero stiamo vivendo una trasformazione pressante delle forme e dei linguaggi dell’informazione. È faticoso entrare in tale processo di trasformazione, ma è sempre più necessario se vogliamo continuare ad essere educatori delle nuove generazioni. Dicevo che è faticoso, e aggiungerei che è necessaria una vigilanza sapiente».


 
Lunedì 4 Giugno 2018, 12:48 - Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 09:04
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1 di 1 commenti presenti
2018-06-04 17:37:49
Io ci provo.L'ho raccontata con il linguaggio crudo, in linea con quella figura del Picaro tanto cara allo spadaccino borioso, ma dopo il fallimento della scelta stilistica di Saviano, la periferia ha già il suo status. E non è quello che ci appartiene. Un editore mi ha scritto: "Troppo forte non possiamo pubblicarlo, rivedi la tua scelta". io:"come diavolo faccio, è tutto vero e a meno che io on sia Cristo che almeno una volta è risorto o che non abbia compiuto l'espiazione dei Chakra non sono sicuro di poterla rivivere. Marquez ha scritto "viverla per raccontarla" in uno dei passaggi mi sembra di aver avuto davanti agli occhi proprio quell'editore recita Marquez: Domandando qui e là fra i conoscenti, le indicarono di cercarmi nella libreria Mondo o nei caffè lì accanto, dove mi recavo due volte al giorno a chiacchierare con i miei amici scrittori. Chi glielo disse l'avvertì: «Ci stia attenta perché sono dei pazzi scatenati».A.A.

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