Papa Francesco: «Democrazia a rischio se continua a prevalere la logica del profitto»

ARTICOLI CORRELATI
di Franca Giansoldati

Città del Vaticano Per Papa Bergoglio il concetto di democrazia è ormai a rischio. Se continuerà a prevalere la logica del profitto e dell’efficienza, succederà che individui o gruppi finanziari ricchissimi avranno il predominio nella vita pubblica mettendo in pericolo quelle che sono le basi di un paese democratico, basato sul governo del popolo. Se solo ieri aveva implorato le nuove generazioni a restare immuni dal fascino del denaro, della schiavitù in cui il denaro racchiude quanti gli rendono un culto, stamattina nel corso di un’udienza ai partecipanti ad un workshop organizzato dalla Pontificia Accademia delle Scienze, ha individuato «due cause specifiche che alimentano l’esclusione sociale: la diseguaglianza e lo sfruttamento. «Se prevale come fine il profitto, la democrazia tende a diventare una plutocrazia in cui crescono le diseguaglianze e anche lo sfruttamento del pianeta». Osservando l’andamento economico e i tassi di sviluppo delle società a Papa Bergoglio risulta chiaro che il divario sempre più ampio tra ricchi e poveri non è una fatalità e neppure una costante storica. Ciò che serve è creare nuovo lavoro, superando la «pigrizia spirituale» e svincolandosi «dalle pressioni delle lobbies pubbliche e private». Bisogna «civilizzare il mercato», ha detto ancora. Perchè «non possiamo sacrificare sull’altare dell’efficienza – il “vitello d’oro” dei nostri tempi – valori fondamentali come la democrazia, la giustizia, la libertà, la famiglia, il creato». 

“Non sono una fatalità perché dipendono, oltre che dai diversi comportamenti individuali, anche dalle regole economiche che una società decide di darsi. Si pensi alla produzione dell’energia, al mercato del lavoro, al sistema bancario, al welfare, al sistema fiscale, al comparto scolastico. A seconda di come questi settori vengono progettati, si hanno conseguenze diverse sul modo in cui reddito e ricchezza si ripartiscono tra quanti hanno concorso a produrli. Se prevale come fine il profitto, la democrazia tende a diventare una plutocrazia in cui crescono le diseguaglianze e anche lo sfruttamento del pianeta. Ripeto: questo non è una necessità; si riscontrano periodi in cui, in taluni Paesi, le diseguaglianze diminuiscono e l’ambiente è meglio tutelato». 

La sfida da raccogliere, ha spegato il Papa, è di «adoperarsi con coraggio per andare oltre il modello di ordine sociale oggi prevalente, trasformandolo dall’interno. Dobbiamo chiedere al mercato non solo di essere efficiente nella produzione di ricchezza e nell’assicurare una crescita sostenibile, ma anche di porsi al servizio dello sviluppo umano integrale. In sostanza, dobbiamo mirare a «civilizzare il mercato», nella prospettiva di un’etica amica dell’uomo e del suo ambiente». 
Venerdì 20 Ottobre 2017, 16:49 - Ultimo aggiornamento: 21-10-2017 12:43
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP