Papa Bergoglio in Cile difende i diritti dei Mapuche, discendenti degli indios

di Franca Giansoldati

Temuco (Cile) – Protagonisti della messa papale nel sud del Cile, in una zona dove si concentrano i Mapuche, una minoranza vessata sin dai tempi dei conquistadores, sono i mancati diritti dei discendenti degli indios. «Qui c'è un dolore che non posso tacere, sono ingiustizie di secoli che tutti vedono commettere». Papa Francesco alza la voce in loro difesa, ascoltando un canto 
indigeno, dopo il breve saluto nella lingua Mapuche, gli unici tra i nativi del Sud America riusciti a sopravvivere alla 
colonizzazione europea. In questi giorni la rabbia carsica, covata da tempo, di questa minoranza, è esplosa portando a segno diversi attentati incendiari ad alcune chiese. Anche stamattina, prima dell'arrivo del Papa. Oltre ad alcune chiese
 sono state dati alle fiamme tre elicotteri della forestale locale con l’intento di «creare disordine e disturbo all’ordine pubblico» ha informato la polizia.

Il Papa ha abbracciato la causa dei Mapuche ma li ha anche 
invitati a dire «no alla violenza che distrugge». »Questi 
atteggiamenti - ha spiegato - sono come lava di vulcano che tutto distrugge, tutto brucia, lasciando dietro di se’ solo 
sterilita’ e desolazione. Cerchiamo, invece, la via della nonviolenza attiva come stile di una politica di pace».

«Dobbiamo lasciare da parte la logica 
di credere che ci siano culture superiori o inferiori» ha aggiunto il Papa durante la messa. «In questo contesto di ringraziamento 
per questa terra e per la sua gente, ma anche di sofferenza e di 
dolore, celebriamo l’Eucaristia. E lo facciamo in questo aerodromo di Maquehue, nel quale si sono verificate gravi 
violazioni di diritti umani».

«Offriamo questa celebrazione per tutti coloro che hanno sofferto e sono morti e per quelli che, ogni giorno, portano sulle spalle il peso 
di tante ingiustizie. Il sacrificio di Gesù sulla croce è carico di tutto il peccato e il dolore dei nostri popoli, un dolore da 
riscattare. Rimaniamo in silenzio pensando a tanto dolore e a 
tanta ingiustizia».

Alla base delle rivendicazioni degli indios ci sono importanti questioni risarcitorie per i terreni che un tempo possedevano ma che sono stati loro sottratti dai governi passati. I Mapuche sperano che il governo attuale si impegni a restituire il sito dove sorge anche la base aerea 
e l’aeroporto alla comunità indigena. 
Mercoledì 17 Gennaio 2018, 15:51 - Ultimo aggiornamento: 17-01-2018 16:07
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