Papa Francesco insegna a non avere paura della morte, «non ha l'ultima parola»

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di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - Papa Francesco stamattina, nelle Grotte Vaticane, ha ricordato i cardinali defunti nel corso dell'anno. Tra questi anche l'italiano Caffarra e il tedesco Meisner, entrambi, firmatari della ormai famosa lettera dei «dubbi» circa la validità del documento papale Amoris Laetitia. La solenne commemorazione per i porporati scomparsi è stata l'occasione per fare una riflessione ampia e profonda sul concetto della morte. Papa Bergoglio ha insistito che per un cristiano «la speranza della vittoria definitiva del bene sul male, sulla sofferenza e sulla morte» dovrebbe prevalere allo sconforto del distacco da chi non c'è più. «In forza di questo divino legame della carità di Cristo, noi sappiamo che la comunione con i defunti non rimane solo un desiderio, un’immaginazione, ma diventa reale. Speranza e non disperazione, uomini della vita e non della morte, perché ci consola la promessa della vita eterna».

In questi quattro anni Papa Francesco nella sua predicazione quotidiana a Santa Marta ha parlato spesso del distacco dalla vita terrena e lo ha sempre descritto come un passaggio da affrontare senza paura. Un giorno ha raccontato che tiene un taccuino dove segna le persone care che se ne vanno. In questo modo - disse - riesce a misurare il tempo che passa veloce. «Il Signore ci restituirà tutti i nostri cari». 
Venerdì 3 Novembre 2017, 11:54 - Ultimo aggiornamento: 04-11-2017 08:29
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1 di 1 commenti presenti
2017-11-14 08:08:40
per morire e nascere e' la stessa cosa tu ti ricordi il giorno che sei nato? NO! Piangevi perche' forse faceva male un po' e cosi' non ricorderai il giorno che morirai semplice no? quando uno nasce piange perche' gia' sa che la vita sara' dura, che la pensione forse te la daranno a 67 anni di eta' e dovrai lottare per aver una casa popolare, lottare che non ti inquinano la terra l aria e l acqua invece mentre muori ti fai l ultimo respiro di sooliebo per dire ah finalmente e' finita me ne vado timbro il cartellino ... ha come mi sento leggero sto quasi per volare che bello non ho piu conti da pagare non sento piu ne' caldo ne' freddo e qui tutti mi amano ... ecco io cosi me lo immagino...il mio ultimo giorno.

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