Papa Francesco al popolo cileno: «Scusate se non abbiamo ascoltato le vittime della pedofilia»

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di Franca Giansoldati

Città del Vaticano –  Papa Francesco ha scritto una lettera aperta al popolo cileno per chiedere scusa – nuovamente – per lo scandalo della pedofilia che continua a mostrare filoni inediti. «Ci sono state situazioni che non sapevamo vedere e sentire. Come Chiesa non potevamo continuare a camminare, ignorando il dolore dei nostri fratelli». La bufera è destinata a non esaurirsi a breve. «Oggi siamo chiamati a guardare avanti, accettare e subire il conflitto, in modo che possiamo risolverlo e trasformarlo in un nuovo cammino». In questi giorni sono ripartiti dal Vaticano per una nuova missione i due ‘ispettori’ incaricati di approfondire le posizioni dei vescovi.

Nel frattempo il vescovo di Osorno, Juan Barros  - dal quale era partita tutta la protesta dei fedeli per essere stato un insabbiatore di pedofili – è sparito dalla sua diocesi e nessuno sa dove sia. Il Papa continua a seguire gli sviluppi cileni e prima o poi dovrà prendere importanti decisioni sanzionatorie verso quei vescovi colpevoli, anche se al momento l’intero episcopato è dimissionario per protesta. L’ammutinamento è il frutto dell’incontro collettivo che i vescovi hanno avuto con il Papa a Roma due settimane fa, probabilmente perchè si sono sentiti trattare tutti allo stesso modo, colpevoli e non colpevoli,  come se la responsabilità non fosse individuale ma sistemica. Da qui le dimissioni in blocco.
 
 
Giovedì 31 Maggio 2018, 19:29 - Ultimo aggiornamento: 31-05-2018 20:20
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