Abusi, il Papa dal Cile: «Dolore e vergogna per danno causato dai preti pedofili»

di Franca Giansoldati

Santiago del Chile – La prima e ultima volta che un Papa ha varcato la soglia del Palacio de la Moneda era il 1987, c'era Giovanni Paolo II e alla presidenza c'era il dittatore Pinochet. Stavolta a catturare la scena ci sono Papa Francesco, il primo pontefice latinoamericano e la presidente uscente, Michelle Bachelet, figlia del generale che morì in carcere a causa delle torture ordinate da Pinochet dopo il colpo di stato. Davanti alle autorità della nazione e al nuovo presidente, Sebastian Pinera, un miliardario che spesso viene paragonato a Berlusconi, Papa Francesco si batte il petto e chiede perdono per gli abusi sessuali commessi da preti infedeli «provo dolore e vergogna».
 
 


La tappa iniziale di Papa Francesco a Santiago del Cile - dove è arrivato ieri sera dopo 15 ore di volo - è stata la residenza presidenziale. Nel discorso l'argomento centrale destinato a scuotere gli animi dei cileni è la grande questione della pedofilia. «Bisogna ascoltare i bambini, con la loro saggezza tanto necessaria e il carico della loro fragilità. E qui non posso fare a meno di esprimere il dolore e la vergogna che sento davanti al danno irreparabile causato a bambini da ministri della Chiesa. Desidero unirmi ai miei fratelli dell'episcopato perchè è giusto chiedere perdono e appoggiare con tutte le forze le vittime, mentre dobbiamo impegnarci perchè questo non si ripeta». Il mea culpa di Papa Bergoglio, tanto atteso quanto sostanzialmente tardivo, non contempla nessun accenno al caso lacerante del vescovo di Osorno, un prelato nominato da Bergoglio nel 2015 nonostante il suo sodalizio con uno dei pedofili seriali più tristemente noti, padre Karadima, punito tardivamente dalla Santa Sede solo nel 2012 con la scomunica ma non con la riduzione allo stato laicale.

Davanti alle autorità politiche Papa Bergoglio  chiede scusa per i casi di abusi, un tema che toccherà anche nel pomeriggio quando incontrerà i religiosi e alla messa. «Bisogna avere il coraggio di chiedere perdono». Forse non è quello che si aspettavano i cileni che immaginavano un gesto di rottura con il vescovo di Osorno che, invece, ha incontrato assieme all'episcopato nella sacrestia, dopo la messa e l'incontro con i religiosi.

Alla presidente uscente Bachelet il Papa ricorda il cammino di democrazia compiuto dal Paese. Quest'anno il Cile festeggerà il 200esimo anniversario dalla indipendenza. Un percorso difficile, anche accidentato, attraversato dalla dittatura e dalle torture. Parla a lungo del valore dell'ascolto di tutte le componenti della società, le fasce più deboli e i disoccupati, ma sopratutto i popoli autoctoni. Il riferimento è per la minoranza india dei Mapuche, una popolazione che è stata lungo perseguitata e che si aspetta dal Papa un forte sostegno a favore del riconoscimento culturale e sociale, oltre al risarcimento per i terreni che sono stati loro confiscati nel corso dei secoli dalle autorità cilene, spesso con il supporto della Chiesa.  
Martedì 16 Gennaio 2018, 13:14 - Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio, 18:21
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1 di 1 commenti presenti
2018-01-17 03:36:41
Francesco questo Popolo ha bisogno di cerca di stare li quando più a lungo e' possibile!

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