Guam, diocesi sull'orlo della bancarotta: deve risarcire 115 milioni di dollari alle vittime di abusi

CITTA' DEL VATICANO - Sull’orlo della bancarotta. L'arcidiocesi di Guam – l’isola americana in Micronesia - è prossima al fallimento a causa  di 180 denunce per abusi sessuali. Il Guam Daily Post ha parlato di un risarcimento di circa 115 milioni di dollari, una cifra monstre, che obbligherà la Chiesa a vendere molte delle sue proprietà per risarcire le vittime e per curare i sopravvissuti agli abusi.

   L'annuncio del ricorso al fallimento e' stato accolto da alcuni degli avvocati che rappresentano alcune vittime di abusi sessuali. "La bancarotta fornisce l'unico percorso realistico per liquidare le richieste pendenti e future", ha detto l'avvocato Leander James, dello studio legale James, Vernon e Weeks, che rappresenta diverse vittime di abusi accanto al procuratore locale Tony Perez.

Nei mesi scorsi la diocesi di Guam è stata al centro delle preoccupazioni del Papa perché tra gli accusati di pedofilia c’era l’arcivescovo vicino ai neocatecumenali Anthony Sablan Apuron, un caso che è stato trattato con grande attenzione.

Il Tribunale Apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede, composto da cinque giudici, ha emesso la sentenza di primo grado, dichiarando l'imputato colpevole di alcune delle accuse e imponendo all'imputato le pene di cessazione dall'ufficio e il divieto di residenza nell'Arcidiocesi di Guam.
 
 
Mercoledì 7 Novembre 2018, 15:08 - Ultimo aggiornamento: 07-11-2018 15:43
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