Migranti, la Cei corregge Renzi: «Aiutarli a casa loro non basta»

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Aiutarli a casa loro? La nuova parola d'ordine di Matteo Renzi sull'emergenza migranti non entusiasma la Chiesa italiana. È monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, a esprimere tutta la perplessità delle gerarchie ecclesiastiche per la svolta «leghista» dell'ex premier. Secondo il numero due dei vescovi italiani, infatti, «la frase 'aiutarli a casa lorò, se non si dice come e quando e con quali risorse precise, rischia di non bastare e di essere un modo per scrollarsi di dosso le responsabilità». Detto in altre parole, la Cei considera un valore non rinunciabile l'accoglienza e un errore non scusabile la chiusura a riccio dei Paesi più ricchi. Galantino non concede scappatoie o deroghe. Non gli piace, ad esempio, chi vorrebbe distinguere i migranti che scappano dalla guerra da quelli che scappano dalla povertà, per accogliere solo i primi e respingere i secondi. Distinguere tra profughi di guerra e migranti economici «è come fare la distinzione se uno preferisce morire impiccato o alla sedia elettrica», taglia corto. Come se si aspettasse le critiche dei vescovi, Renzi (in un'intervista registrata mercoledì ma andata in onda oggi su «La vita in diretta») aveva spiegato che la sua parola d'ordine è ben diversa da quella della Lega Nord: «Io ho detto aiutiamoli 'davverò a casa loro perché e un principio ipocrita dire 'aiutiamo i migranti a casa lorò se poi tagli i fondi alla cooperazione internazionale, come ha fatto la Lega».

Per questo motivo, afferma il segretario del Pd, l'aiuto «a casa loro» va attuato «dando i denari a chi opera in Africa, facendo investimenti energetici, aumentando la cooperazione, come abbiamo fatto noi che abbiamo appena triplicato i fondi». Con queste precisazioni, l'approccio renziano al problema migranti trova l'avallo del segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, che smorza le polemiche sul nascere: «Io credo che il discorso dell' 'aiutiamoli a casa lorò sia un discorso valido, nel senso che dobbiamo aiutare veramente questi paesi nello sviluppo, in modo tale che la migrazione non sia più una realtà forzata, ma sia libera», la sua posizione. Resta il problema della posizione europea, un macigno sulla strada di un'accoglienza condivisa. L'Osservatore Romano riserva a Bruxelles una dura reprimenda e all'Italia parole di vicinanza: «Tanta solidarietà a parole. Ma nei fatti l'Europa continua a restare inerte di fronte al dramma dell'immigrazione nel Mediterraneo e alle difficoltà dell'Italia». Sul tema migranti interviene anche Beppe Grillo, su una linea dura ma per una volta non troppo distante da quella di Renzi: la ricetta dei cinque stelle prevede la chiusura dei porti italiani e la revisione degli accordi di Dublino. In mancanza di riposte dagli altri Paesi della Ue, sostiene il leader M5s, l'Italia dovrà bloccare «qualunque forma di finanziamento economico alla Ue».
Giovedì 13 Luglio 2017, 20:31 - Ultimo aggiornamento: 14-07-2017 09:43
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