Il papa a San Giovanni Rotondo abbraccia i bambini malati

di Maria Chiara Aulisio

Mirko, Donato e Francesca aspettano il Papa: sono tre degli oltre venti bambini che questa mattina incontreranno Bergoglio. Il più piccino è anche il più grave, e la dottoressa Miglionico dell’Oncoematologia pediatrica della Casa del Sollievo aveva provato a dirgli che forse sarebbe stato il caso di aumentare i sedativi per alleviargli la sofferenza.

«Ti prego, non farlo, non voglio rischiare di dormire quando arriverà il Papa. Ho tante cose da dirgli» è stata la sua risposta accorata, che ha finito col convincere la pediatra a non cambiargli cura sino a quando non avrà salutato il Pontefice. Sono tutti lì, nei loro lettini, le mamme accanto e il forte desiderio che la notte passi il più presto possibile.

«Gli ho scritto una lettera”– dice un bimbo del Congo, qui all’ospedale di San Giovanni Rotondo grazie alle Caritas». «Gli ho chiesto di guarire. Magari mi accontenta. Speriamo solo di averla scritta bene». Il reparto è tirato a lucido, l’ospedale è blindato da giorni e oggi sarà impossibile avvicinarcisi almeno fino a quando Papa Francesco non sarà ripartito. «Una gioia immensa per noi – dice Lucia Miglionico, che di tutti questi bambini è anche un po’ mamma. «Sono giorni che i piccoli si preparano al suo arrivo. La loro ansia cresce davvero ora dopo ora”. Il criterio con il quale sono stati selezionati è quello dei turni chemioterapici: “Il Papa incontrerà i piccoli che tra oggi e domani dovranno sottoporsi alle sedute di chemio, e che da protocollo ricoveriamo dal giorno prima. È l’unica selezione che ci è parsa applicabile, per evitare di dover scegliere. La speranza è che torni presto, di modo che possa regalare la stessa gioia anche a tutti gli altri».
Sabato 17 Marzo 2018, 08:28 - Ultimo aggiornamento: 17-03-2018 08:29
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