Appello ai ladri della reliquia di Wojtyla, i sacerdoti del santuario implorano la restituzione

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano Ridateci le reliquie di San Giovanni Paolo II del beato Jerzy Popieluszko. «Lanciamo un appello a chi ha commesso il furto, un atto criminoso che ha ferito nel profondo la comunità cristiana di Tignale. Sono oggetti che hanno un valore spirituale ed affettivo e non sono facilmente commerciabili». A parlare è il sacerdote che guida il santuario di Montecastello a Tignale, in provincia di Brescia, don Giuseppe Mattanza dove è avvenuto il furto. Il rettore non esita a rivolgersi direttamente ai ladri, lanciando un appello. Si tratta di un pezzettino di tessuto con qualche goccia di sangue di Karol Wojtyla.

«Il reliquiario non ha nemmeno un grosso valore commerciale» aggiunge don Adriano Bianchi, della diocesi di Brescia. «Diverso, ovviamente, è il discorso sull'attaccamento emotivo e affettivo a quella reliquia, per tutti i nostri parrocchiani e per i fedeli che vengono a visitare il santuario sul lago di Garda. La parrocchia ne aveva fatto richiesta e il cardinale polacco Stanislaw Dziwisz ora arcivescovo emerito di Cracovia rispose positivamente, donando la reliquia».

Da qualche anno la reliquia era custodita nel nostro santuario. Purtroppo, i furti nelle chiese, anche di oggetti di valore e talvolta persino di importanti reliquie, sono frequenti. La notizia del furto sacrilego è stata riportata dal quotidiano locale BresciaToday. Sul caso stanno investigando i carabinieri della compagnia di Salò. Sembrerebbe che i due ladri si siano introdotti nel santuario fingendosi dei turisti sottraendo la reliquia di Giovanni Paolo II, insieme ad alcuni frammenti di ossa del beato Jerzy Popielusko, sacerdote polacco ucciso in Polonia nel 1984. al suo posto«.
Mercoledì 25 Ottobre 2017, 20:11 - Ultimo aggiornamento: 25-10-2017 20:18
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