Il Natale triste di Casamicciola,
il Papa in soccorso dei terremotati

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di Franca Giansoldati

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Il Natale bussa alla porta ma il Bambino Gesù all'orizzonte sembra scomparso. Non c'è quasi traccia di quel tenero simbolo nelle luminarie, nelle immagini, nei richiami che si trovano per le strade ormai addobbate a festa dei centri storici. Pure nelle scuole non sempre fa capolino visto che tanti insegnanti preferiscono mandarlo in soffitta, con tutto il resto del presepe, preferendo ghirlande e abeti decorati in modo neutro per non urtare la sensibilità di chi non crede.

«Ma se togliamo Gesù cosa resta del Natale? Una festa vuota» ha tuonato Papa Bergoglio puntando l'indice contro la filosofia del politicamente corretto che silenziosamente, anno dopo anno, sta sfrattando il piccolo Gesù dalla mangiatoia. Ieri mattina in piazza San Pietro si è levata la voce di Papa Bergoglio. Affacciato alla finestra del Palazzo Apostolico ha voluto lanciare un appello a difesa del simbolo per eccellenza del Natale. Sotto di lui, per la recita dell'Angelus domenicale, c'erano centinaia di bambini di varie parrocchie romane, arrivati sulla piazza per la tradizionale benedizione della statuetta del presepe. «Vi saluto con affetto. Siete venuti per la benedizione dei Bambinelli. Vi ringrazio della vostra presenza gioiosa e vi auguro buon Natale! Quando pregherete a casa, davanti al presepe con i vostri familiari, lasciatevi attirare dalla tenerezza di Gesù Bambino, nato povero e fragile in mezzo a noi, per darci il suo amore. Questo è il vero Natale. Se togliamo Gesù, che cosa rimane del Natale? Una festa vuota. Ricordavelo: Gesù è il centro del Natale, altrimenti è una festa vuota».
 

Papa Bergoglio si è rivolto ai più piccoli, forse perchè più ricettivi, mettendoli in guardia dalla tendenza dei grandi a svuotare il 25 dicembre del simbolo cristiano per eccellenza, con buona pace di quei presidi che dal Nord Italia al Sud, ciclicamente, attirano le cronache con fantasiose iniziative natalizie che oscurano il piccolo Gesù Bambino considerandolo se non offensivo, sicuramente ingombrante.

Sulla piazza vaticana, mentre il Papa raccoglieva anche gli auguri di buon compleanno che gli cantavano a scuarciagola i bambini - stringendo sempre in mano il Bambinello - scintillava maestoso l'albero di Natale arrivato dalla Polonia accanto al grandioso presepe napoletano dono dell'abbazia benedettina di Montevergine con il supporto della Regione Campania. Un'opera d'arte presepiale in stile settecentesco, contenente le sette opere della misericordia, che ogni giorno i turisti si divertono a fotografare e a fare selfie davanti ai pastori o agli angeli, una ventina in tutto di magnifiche statue policrome, teatrali e magnetiche, abbigliate con rasi e sete di San Leucio, alte quasi due metri.

Il pensiero di Francesco, guardando quel bel presepe napoletano non poteva non correre a Ischia dove centinaia di famiglie terremotate vivranno un Natale triste e precario. Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio, dove la terra ha tremato di più ad agosto. Troppe famiglie in cerca di alloggio, proprio come duemila anni fa, nel racconto di Luca e Marco, quando Giuseppe e Maria non trovarono riparo se non in una grotta a Betlemme. Papa Francesco nei giorni scorsi ha incaricato l'elemosiniere padre Corrado Kraiewski a prendere l'aliscafo per andare a Ischia e portare alle famiglie rimaste senza casa un dono papale, del denaro, «per sostenere in modo concreto la popolazione».
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Lunedì 18 Dicembre 2017, 06:58 - Ultimo aggiornamento: 18-12-2017 15:48
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1 di 1 commenti presenti
2017-12-18 15:18:27
Bergoglio si rivolge ai piccoli per sensibilizzarli alla ricorrenza del Natale ? Ma guardasse nel suo orticello, dove preti bergogliani omettono di esporre i presepi nelle chiese per non offendere le altre religioni. Oltretutto, per la disaffezione alle ricorrenze religiose, deve rivolgere un monito a se stesso, visto che si interessa più dei problemi dei mussulmani tralasciando e non proferendo parole per la sorte dei cristiani trucidati dai saraceni in tutto il mondo.

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