Ernia inguinale, stop al dolore
con la protesi autofissante

di Mary Liguori

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Sono 200mila gli interventi di ernioplastica inguinale eseguiti in Italia ogni anno, sette milioni su scala mondiale. Si tratta dell'operazione più diffusa in assoluto, perché questa patologia colpisce un maschio su cinque. Dal 2012 è possibile ricorrere a una speciale tecnologia che riduce i tempi, il dolore e il pericolo di recidiva. 
Elaborata dal chirurgo francese Philippe Chastan ed «ereditata» dall'équipe del San Giovanni Bosco di Napoli che del metodo del luminare di Bordeaux è polo europeo di formazione: l'Apom si basa sull'utilizzo della rete contenitiva autofissante, composta di prolipropene. Nelle sale operatorie dell'Hernia Center del San Giovanni Bosco, si eseguono in media 400 interventi all'anno, il numero maggiore in Campania. Il servizio di day surgery diretto da Angelo Sorge detiene dal 2015 anche il primato nella classifica di gradimento pubblicata da Q Salute in base ai commenti degli utenti. «Si tratta di un metodo rivoluzionario , - spiega Sorge che nel proprio sito angelosorge.it approfondisce la tematica - determinato proprio dall'impiego di protesi autofissanti che abbattono i rischi di recidiva, eliminano il dolore cronico e infine restringono i tempi di degenza ai minimi termini». Anche le visite pre-operatorie vengono eseguite nel corso di un'unica mattinata ed «entro le due ore successive l'intervento, qualunque sia il tipo di anestesia praticato, il paziente è in grado di camminare ed è quindi pronto per le dimissioni», aggiunge Sorge.
Giovedì 7 Dicembre 2017, 16:37 - Ultimo aggiornamento: 07-12-2017 17:16
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