Lo operano di appendicite e gli lasciano una garza nell'addome: Asl condannata, medici scagionati

Lo operano di appendicite e gli lasciano una garza nell'addome: Asl condannata, medici scagionati
di Vincenzo Caramadre

Viene operato all’appendicite, ma gli lasciano una garza nell’addome: dopo 12 anni  la Asl di Frosinone è stata condanna e ora dovrà risarcire l’ex paziente con oltre 40 mila euro, per un intervento chirurgico venuto nel 2005 all’ospedale di Cassino. Esclusa ogni responsabilità, invece, per due chirurghi (difesi dall’avvocato Antonella Verrecchia), l’anestesista e due ferriste di sala operatoria, tutti sanitari dipendenti dell’Ospedale Santa Scolastica di Cassino.

Un giudice civile del Tribunale di Cassino ha attribuito la responsabilità esclusiva è della struttura sanitaria, che fa capo alla Asl di Frosinone, perché avrebbe dovuto adottare un piano di controllo che prevede il conteggio delle garze utilizzate nel corso dell’intervento chirurgico.
La vicenda risale al 30 agosto del 2005, quando un uomo, ora cinquantenne del cassinate, si reca al pronto soccorso dell’ospedale di Cassino con dolori lancinanti al basso ventre. Ai medici di pronto soccorso basta poco per capire che si tratta una forte infiammazione dell’appendice che deve essere operata, nel più breve tempo possibile. Per cui nel giro di qualche ora viene sottoposto ad appendicectomia. Un normale decorso post operatorio, per cui risolta la problematica viene dimesso.

Una brutta giornata di fine agosto da mandare nel dimenticatoio al più presto, avrà pensato l’uomo, ma, suo malgrado, non è stato così. Stranamente, infatti, qui dolori addominali continuano. Nelle settimane successive, proprio a causa di forti dolori addominali, si reca il Policlinico di Napoli, dove una ecografia viene accertato che nel ventre aveva un corpo estraneo: una garza nella cavità addominale.

Viene sottoposto a un nuovo intervento chirurgico in cui gli estraggono la garza, che, però, non è mai stata repertata per poi essere inserita nel fascicolo processuale. Per cui in base alla certificazione medica del Polinico di Napoli, l’uomo nel 2010, vale a dire cinque anni dall’intervento chirurgico all’appendicite, tramite il suo legale di fiducia si rivolge al Tribunale di Cassino, sezione civile, per ottenere  il risarcimento dei danni subiti.

Ebbene, ieri, dopo 7 anni di processo c’è stata la sentenza di primo grado - dunque appellabile da parte della Asl - con la quale il Tribunale di Cassino ha ritenuto che la responsabilità esclusiva è dell’Asl di Frosinone.

La responsabilità è stata attribuita per due motivi: per insussistenza e mancata prova di una condotta dolosa o gravemente colposa da parte dei sanitari che parteciparono all’intervento chirurgico il 30 agosto 2005 e per la mancata adozione di procedure o linee di condotta operatoria all’epoca dell’evento dannoso. In pratica , si contesta all’Azienda Asl di Frosinone di non aver adottato all’epoca dei fatti “Un Codice di Condotta”, o se si vuole un protocollo, raccomandato dal Ministero della Salute per il conteggio delle garze utilizzate durante gli interventi di chirurgia.
La difesa dei due chirurghi, rappresentata dall’avvocato Antonella Verrecchia, ha “espresso soddisfazione per la sentenza emessa dal Tribunale di Cassino”.
Mercoledì 6 Settembre 2017, 16:33 - Ultimo aggiornamento: 06-09-2017 16:58
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