Roma, rimosso il cartellone contro l'aborto dell'associazione Pro Vita

Roma, rimosso il cartellone contro l'aborto dell'associazione Pro Vita
È stato rimosso, dopo mille polemiche, il cartellone dell'associazione Pro Vita dalla facciata di una palazzo in via Gregorio VII all'Aurelio a Roma. Nel cartellone c'era l'immagine di un feto con la scritta «Tu eri così a 11 settimane...e ora sei qui perché tua mamma non ti ha abortito».

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L'associazione protesta. «La rimozione del manifesto è un'inaccettabile violazione della libertà di espressione da parte del Comune di Roma, libertà di espressione che è costituzionalmente garantita. In quel manifesto non vi era nulla di insolente o aggressivo, ma il Campidoglio avrebbe ordinato la rimozione apparentemente perché sarebbe una violazione dei diritti civili». Così Toni Brandi, presidente di ProVita Onlus, in merito alla rimozione del cartello con un feto nel grembo materno firmato da ProVita e affisso nei giorni scorsi a Roma in via Gregorio VII. «Dico apparentemente perché Pro Vita non ha ricevuto alcuna comunicazione da parte del Comune - spiega - così come fino a ieri sera nessuna comunicazione era pervenuta alla società che gestisce lo spazio dove è stato affisso il manifesto. La stessa società, che oggi avrebbe ricevuto una comunicazione in cui il Campidoglio ribadisce l'ordine di rimozione perché sono stati violati i diritti civili, ha avuto paura, come in uno Stato nazista o nazisovietico, e ha rimosso il manifesto, già pagato e regolare». «Qualcuno ha parlato di noi come oltranzisti cattolici - prosegue - qui non c'entra niente la religione, si tratta di buon senso, perché un bambino è un essere umano. La questione non finisce qui - assicura Brandi - Il bambino di 11 settimane, a costo di vendermi la casa, tornerà dovunque e faremo tante altre azioni, nel nome della ragione e del buon senso. Non molleremo. In un Paese dove vi è il consenso informato, la privacy e l'autodeterminazione, le donne non sono informate sui rischi alla salute fisica e psichica che comporta l'aborto. Per questo mercoledì 11 aprile alle ore 12 alla Sala Nassirya del Senato terremo una conferenza stampa sulla salute delle donne, affinché vengano informate dei rischi alla salute che comporta l'aborto. Tutte le donne socialiste e femministe oneste dovrebbero condurre questa battaglia».
 
Venerdì 6 Aprile 2018, 17:21 - Ultimo aggiornamento: 7 Aprile, 09:49
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5 di 5 commenti presenti
2018-04-07 09:29:26
Più che di libertà di espressione, parlerei di libertà di soppressione.
2018-04-07 07:02:59
Era meglio morire da piccoli con i peli del naso a batuffoli,che morire da grandi e drogati,con i peli e coi nasi bruciati. Canzone per genitori.
2018-04-06 21:53:52
Nel nostro paese si può fare di tutto. Si può manifestare il proprio orgoglio GAY Si possono fare i digiuni per l'approvazione della cittadinanza a tutti i delinquenti del mondo. Si fanno leggi per favorire la "buona morte" aiutando ad ammazzare vecchi e malati. Si può manifestare a favore dei terroristi, dei criminali mussulmani, dell'invasione e colonizzazione dell'Europa e dell'Italia. Si può manifestare per additare le forze dell'ordine quali criminali. Si possono devastare intere città in nome del diritto ad esprimere le proprie opinioni. GUARDA CASO PER0' Non si può manifestare il proprio dissenso avverso una legge che permette l'assassinio di persone non ancora nate e la convinzione di favorire il diritto alla vita avverso la cultura della morte. CERTO CHE SIAMO UN PAESE ALQUANTO STRANO.
2018-04-06 20:26:22
bene così. un complimento all'amministrazione.
2018-04-06 17:56:50
la maledizione piu' Nera a chi ha ispirato e portato avanti la rimozione

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