Sicilia, Cancelleri: «Vittoria di Musumeci contaminata, non lo chiamerò»

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Solo a tarda sera Giancarlo Cancelleri si palesa al Comitato elettorale per raccontare la sua sconfitta e annuncia: «Non chiamerò il vincitore perché altrimenti avrei dovuto chiamare tutti quelli che hanno vinto» nelle liste che lo hanno sostenuto. Questa è una vittoria contaminata dagli impresentabili e dalla complicità dei media nazionali. Ed è contaminata da Nello Musumeeci che ha candidato gli impresentabili», dice ai suoi sostenitori. 

È l'epilogo di una giornata passata prima a casa, con i genitori, il fratello, la compagna Elena. Poi con Luigi Di Maio, suo sponsor e compagno di ventura. Il candidato sconfitto e il candidato premier M5S mangiano assieme ad alcuni membri dello staff lontano dal quartier generale. Studiano una strategia per addolcire un risultato amaro di fronte ai militanti. C'è infatti una differenza «emozionale» tra la reazioni di esponenti ed attivisti locali e i big del Movimento: perché se in prospettiva nazionale i 5 Stelle si dicono «soddisfatti», in Sicilia le stesse percentuali li mettono fuori dal governo. «Altri 5 anni all'opposizione è dura, abbiamo le mani legate», si rammarica un attivista della prima ora in tarda mattinata quasi scervellandosi su cosa, nella campagna trumaniana del M5S, sia andato storto.

Al Comitato elettorale, intanto è tutto un viavai di militanti, candidati locali, membri dello staff. E la tv all'ingresso è quasi presa d'assalto al momento delle proiezioni. Poi, con lo scendere della sera, le speranze evaporano. «Non siamo riusciti a portare la gente al voto, bastavano 5 punti in più», spiega Vincenzo, di professione agente di commercio. È il fratello di Cancelleri, e a lui non resta che affidarsi all'orgoglio («ha preso 7-8 punti in più della lista, anche i nostri genitori erano contenti») e ad una confessione. «Ora lo posso dire, sono quasi contento sia andata così. Giancarlo non scende a compromessi e qui in Sicilia è difficile», osserva. Poi tocca al fratello «famoso» prendere parola. «Rallegratevi, siamo la prima forza», afferma, accolto dal boato dei militanti. Ma, una volta andato via dell'allegria resta ben poco. E una donna perfino si commuove, pensando a un governo che, almeno in Sicilia, resta solo un'utopia.
Lunedì 6 Novembre 2017, 20:30 - Ultimo aggiornamento: 06-11-2017 20:30
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3 di 3 commenti presenti
2017-11-07 10:46:16
e ti pareva?????gomplotto!!!
2017-11-07 07:40:17
Sono per davvero il primo partito "all'opposizione"... Fanno scuola per quando saranno il secondo partito... meglio studiare come funziona l'opposizione che il governare è tutt'altro... visto che proprio non ci riescono.
2017-11-07 07:36:15
...assurdo comportamento del perdente, incapace di accettare la sconfitta. Non potendo accusare di brogli elettorali, taccia per "impresentabili" gli eletti della lista vincente. Davvero questa Italia è alla mercè di improvvisati politici, se poi eletti non riescono a governare neanche una festa paesana... vds gli scandali e gli avvisi di garanzia alle sindache impresentabili di Roma e Torino. Figurasi se dovessero governare l'intera Nazione cosa ci accadrebbe. Ha ragione Berlusconi quando dice che questo Paese è a rischio "giullari" e mestieranti della politica in cerca di notorietà... poi restano con il cerino acceso in mano e si bruciano le dita. Sigh!

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