Lotito, trasferta da brividi nel feudo di De Luca

di Paolo Mainiero

Il 21 settembre 2012 superò il vero esame sfilando in processione con la statua di San Matteo. Per Claudio Lotito fu una prova, più che di fede, di amicizia (di ruffianeria secondo molti) per Salerno, la città alla quale un anno prima aveva restituito il calcio risollevando dalle polveri la gloriosa squadra granata. In due anni la Salernitana passò dalla serie D alla Lega Pro-Prima divisione e nel 2015 arrivò anche la promozione in B. Chissà se quel suo battesimo in processione, peraltro proprio nell'anno in cui San Matteo fu polemicamente snobbato da Vincenzo De Luca, che della città è il riconosciuto padre-padrone, gli basterà per ingraziarsi i salernitani e ottenere i loro voti qualora dovesse concretizzarsi la sua candidatura alle politiche nel collegio di Salerno.
L'indiscrezione è di ieri. Claudio Lotito, presidente della Lazio e uno dei proprietari (insieme al cognato Massimo Mezzaroma) della Salernitana, potrebbe essere tra i candidati di «Noi con l'Italia», la quarta gamba del centrodestra di cui ieri è stato presentato il simbolo che racchiude al centro lo scudocrociato. Magari ai tifosi della Lazio, notoriamente di destra, se non di ultradestra (ricordate il caso degli ignobili adesivi di Anna Frank?) farebbe più piacere che il loro presidente si schierasse sotto altri vessilli, ma tant'è, a caval donato non si guarda in bocca e può andar bene anche l'antica ma sempre presente icona della Balena bianca. «Conosco bene Berlusconi e anche Cesa», fa sapere intanto Lotito. Che comunque prende tempo: «Vediamo quello che succede...»; non si sbilancia: «Offerte concrete non ne ho ricevute...»; sfuma: «Sentiamoci più avanti...»; mostra il petto: «Io sono al servizio del Paese...». Il tipo è così, non si concede molto ai giornalisti, parla per metafore e frasi fatte, ne sanno qualcosa anche a Salerno quando a fine partita è sempre poco loquace limitandosi a stringate battute che però danno sempre un titolo. Per esempio: «La macchina è buona ma il pilota no», frase che è una chiara bacchettata all'allenatore.

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Venerdì 12 Gennaio 2018, 08:19 - Ultimo aggiornamento: 12-01-2018 08:19
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