Renzi contro Salvini e Berlusconi: no al populismo a 5 Stelle e all'estremismo della destra leghista

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«Presentiamo dei risultati, allora: il Paese sta meglio di prima. Ma presentiamo soprattutto idee per andare ancora avanti, perché siamo i primi a non accontentarci. Vogliamo più futuro, vogliamo più vita, vogliamo più qualità. E pensiamo all'Italia che vuole creare lavoro, non assistenzialismo. L'Italia dei diritti, del sociale, della cultura. L'Italia che non esce dall'Euro, ma porta umanità in Europa. Questi siamo noi. Siamo oggettivamente tutta un'altra storia rispetto al populismo a Cinque Stelle e all'estremismo di questa destra leghista». Così Matteo Renzi su Facebook lancia l'avvio della campagna elettorale. «Mancano 65 giorni - scrive il leader Pd -. Non lasceremo questo Paese a chi vive di rancore e di rabbia. Mettiamoci al lavoro, amici, senza paura. Perché il 4 marzo sia una bellissima giornata, avanti».

«Da un lato - sostiene l'ex premier - ci sono le promesse mirabolanti di Berlusconi e Salvini, il tandem dello spread e del populismo. Dall'altro Di Maio e Grillo, che vogliono referendum su euro e vaccini, promettendo assistenzialismo e sussidi. E poi ci siamo noi. Che in questi anni abbiamo lavorato tanto e sbagliato qualcosa ma che siamo una squadra credibile e affidabile». «In questi anni - aggiunge Renzi - tutti gli indicatori economici hanno cambiato verso, nessuno escluso. Presentiamo dei risultati, allora: il Paese sta meglio di prima. Ma presentiamo soprattutto idee».

Intanti nasce la gamba «centrista» della coalizione di centrosinistra, la lista «Civica Popolare». Il nuovo soggetto racchiude Ap, Centristi per l'Europa, Democrazia Solidale, Idv, Italiapopolare e l'Upc di Antonio Satta, e prende forma al termine di una lunga - e non semplice - riunione notturna. Il raggruppamento nasce con Beatrice Lorenzin alla leadership, Pier Ferdinando Casini in campo e Antonio Gentile come fuoriuscito eccellente.

Ma la coalizione di centrosinistra continua a essere segnata dalle difficoltà: solo ieri la lista Insieme (Psi, Verdi e prodiani) chiedeva un «incontro urgente» al segretario Pd Matteo Renzi, poiché non si riesce a sbloccare l'impasse con la lista «+Europa con Emma Bonino». La novità dell'ultima ora è comunque la nascita di «Civica Popolare», un soggetto (con il presidente di Ap Angelino Alfano che al momento resta dietro le quinte) alleato del Pd, con cui si vuole «fronteggiare i populisti» e, di fatto, estendere alla prossima legislatura l'azione «riformatrice» dei governi Letta, Renzi e Gentiloni. E il nome del ministro della Salute sarà nel logo mentre scoppia un piccolo caso sulla presenza del simbolo della margherita.

«Nel simbolo ci sarà», spiega in mattinata una nota ma, poco dopo, Lorenzo Dellai precisa che ad essere usata sarà la Margherita Trentina del partito da lui fondato nel 1998 per Trento e Provincia. La precisazione, ai garanti del simbolo di «Democrazia è liberta - La Margherita», non basta: «diffidiamo dall'utilizzo, anche surrettizio, del simbolo della margherita alle legislative», avvertono ricordando, con un pizzico di veleno, come nella lista di Lorenzin ci siano «esponenti che si candidarono proprio contro La Margherita». «Mai pensato all'uso di questo simbolo», ribatte Dellai ribadendo che ad essere utilizzata, in una maniera che non darà adito a confusione, sarà la Margherita Trentina.

Ma la lista centrista vede subito la defezione di uno dei suoi uomini-chiave al Sud. Antonio Gentile, coordinatore di Ap e a lungo in bilico tra la mozione filo-Dem e quella filo-FI, annuncia le sue dimissioni (seguito dai senatori Marcello Gualdani e Piero Aiello) e la sua non candidatura. E vira decisamente verso FI, definendo «innaturale» la svolta centrista di un «partito sfasciato e ingestibile» ed invitando i suoi singoli esponenti a votare Silvio Berlusconi. «È una scelta coerente», è l'applauso unanime azzurro, avviato proprio da una nota dell'ex Cavaliere. In prima fila per il lancio del progetto, e a meno di colpi di scena anche candidato, ci sarà invece Pier Ferdinando Casini. «Rafforziamo l'area di governo ed evitiamo che M5S e Lega possano creare una nuova maggioranza in Parlamento», è il suo messaggio.

A latitare, invece, è l'accordo tra il Pd e la lista + Europa che include i Radicali di Riccardo Magi e Emma Bonino. Il nodo resta quello delle firme, per la raccolte delle quali, per Bonino & co, è necessario l'aiuto dell'apparato del Pd visti i tempi strettissimi e il clima non favorevole. Ma, nonostante la fiducia del Pd per l'accordo, al momento nulla si muove e il 3 gennaio + Europa comincerà a raccogliere le firme per correre da sola.

 
Venerdì 29 Dicembre 2017, 20:59 - Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 15:38
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