Il grido dei precari Nestlè:
«Dl dignità, noi le prime vittime»

di Francesco Pacifico

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Hanno perso il lavoro proprio per la legge che s'impone di debellare il precariato. Tra l'altro in un'industria florida - la Nestlé di Benevento - che sta per diventare l'hub della pizza surgelata della multinazionale in Europa e ha già iniziato ad assumere 150 persone, annunciate da qui ai prossimi 4 anni. Luigi Di Maio ripete fino alla noia che il decreto dignità vuole portare stabilizzazioni e diritti a chi non ne ha. Non toglierli come paventano Tito Boeri (che ha stimato 8mila posti in meno) e Confindustria. Ma guai a dirlo ad Antonio, 48 anni, e all'altra ventina di «stagionali storici» tra i 40 e i 50 anni con contratti di somministrazione, che hanno aperto anche un account Twitter per raccontare una storia che ha del paradossale.

Infatti, ieri, sui profili di @matteosalvinimi, di @luigidimaio, di @robertosaviano e persino di @carmelitadurso hanno scritto: «Siamo un gruppo di 20 lavoratori precari da 15 anni in somministrazione presso la Nestle di Benevento, le prime vittime del decreto dignità, da precari siamo diventati disoccupati, avendo raggiunto il limite, la Nestlé non ci ha più chiamati... Aiutateci».
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Martedì 24 Luglio 2018, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 24-07-2018 15:15
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