La carovana della Campania:
«Gli insulti? Acqua passata»

di Carlo Porcaro

Da Napoli al vesuviano passando per i Monti Lattari, l’Irpinia e il profondo salernitano. Alla festa della Lega a Pontida sono accorsi in centinaia dalla Campania, la maggior parte in bus o auto private. Circa quattrocento secondo gli organizzatori. A quanto fatto trapelare, senza sentirsi stranieri in terra altrui o meglio – per usare una terminologia non affatto lontana nel tempo – “terroni in Padania”.

«Siamo una comunità, ci sentiamo tutti italiani che però adesso dicono basta agli immigrati», uno dei commenti ricorrenti tra i militanti made in Campania. «I pregiudizi nei nostri confronti? Goliardia passata, la gente comune è già avanti rispetto a differenze come Nord e Sud, destra e sinistra», spiega uno degli ultimi arrivati, il neo sindaco di San Giuseppe Vesuviano Vincenzo Catapano. Il faro è il Capitano, come tutti chiamano il leader, vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il quale, sabato sera nel colloquio informale con i dirigenti campani Gianluca Cantalamessa e Pina Castiello, ha ammesso di «voler trovare una data per venire a Napoli, dopo i tanti impegni di questo periodo». 
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Lunedì 2 Luglio 2018, 08:49
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