Bersani: «Grasso leader ci starebbe da Dio». D'Alema: sua presenza sarebbe fondamentale, serve discontinuità

Ettore Rosato (lapresse)
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«Non tiro per la giacchetta nessuno, ma se dipendesse da me ci starebbe da Dio...». Così Pier Luigi Bersani, a margine della direzione Mdp, risponde a chi gli chiede un giudizio sull'ipotesi della leadership della sinistra di Pietro Grasso. 

«Se effettivamente Pietro Grasso volesse partecipare a questo sforzo civico e progressista, la sua presenza sarebbe fondamentale», ha detto Massimo D'Alema a chi gli chiedeva un giudizio sulla ipotetica leadership del presidente del Senato nella nuova formazione di sinistra. 

«Noi abbiamo abbandonato il Pd perché non eravamo d'accordo con le sue scelte politiche. E non abbiamo cambiato idea», ha continuato l'ex premier. Ai cronisti che chiedono come andare avanti lungo la costituente di sinistra, l'ex premier risponde citando l'ex sindaco di Milano: «Io uso le parole di Pisapia, due punti e virgolette, la ricostruzione del centrosinistra richiede una discontinuità di leadership e di contenuti. E io sono d'accordo con lui».

«Abbiamo Paolo Gentiloni che oggi è a Palazzo Chigi ed è un nome spendibile. Ce ne sono tanti di nomi spendibili e Renzi lo ha detto chiaramente a Napoli: lavoro per portare il Pd a Palazzo Chigi e non per portare Matteo Renzi», aveva detto in precedenza Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, a Radio Anch'io, su Radio Uno. «Abbiamo bisogno dell'alleanza più ampia possibile, con un programma concordato», ha sottolineato.

«Nel nostro partito ci sono per fortuna più personalità capaci di assumersi grandi responsabilità. Gentiloni è sicuramente una di queste, lo dimostra con il suo lavoro. Il candidato del Pd resta Renzi, legittimato dalle primarie». Così il capogruppo Pd Ettore Rosato risponde a Montecitorio a chi gli chiede se il Pd ha cambiato candidato per Palazzo Chigi. «Poi - aggiunge - siamo per costruire squadra ampia e programma condiviso. Per questo resta un invito aperto, sincero e pressante a tutta la sinistra a lavorare insieme per non lasciare il paese in balia di Salvini e Grillo».

Critica la sinistra. «Questo dibattito sui candidati premier è solo tatticismo. Con il Rosatellum tutti, anche Brambilla del partito animalista, si possono candidare premier. Con il Pd siamo a una rottura profonda che si risolve solo andando nel profondo», ha detto Bersani, a margine della direzione Mdp. «Il tatticismo è solo una tecnica di sopravvivenza. Io chiedo al Pd, parlo con tutti, ma - conclude - rivendicate ancora le cose fatte, il Jobs Act, la buona scuola?».


 
Martedì 7 Novembre 2017, 10:03
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