Pd, Orlando incalza Renzi: subito la coalizione

di Marco Conti

Roma. «Mi sembra che la legge elettorale in vigore non sia stata ancora capita. Ci vorrà ancora qualche tempo e poi se ne comprenderanno i meccanismi che invece Silvio Berlusconi mostra di interpretare bene». La Camera è deserta quando in Transatlantico si materializza Arturo Parisi. L'ex ministro super prodiano, il «signor Ulivo», descrive con distacco misto a lutto, le contorsioni dei partiti che una volta componevano il centrosinistra.
«Non c'è più il candidato premier e non ci sono più nemmeno le coalizioni. Purtroppo - aggiunge - si usa un linguaggio e definizioni che appartengono al passato. Ciò che questa legge permette, e che i partiti dell'area di centrosinistra dovrebbero fare, è un apparentamento per non farsi male nei collegi. Punto». «Apparentamenti» e non coalizioni, sostiene Parisi, perché «il sistema è proporzionale e Grasso al massimo può fare il capolista perché i leader sono altri». Per Parisi la legge Rosato riporta le lancette dell'orologio molto indietro e la rievocazione del 93, quando Segni «capì la legge elettorale dopo il voto», sorge spontanea. Certo per Parisi ci sarà il problema della foto finale che dovrebbe sancire l'apparentamento, ma anche «la foto di Vasto» del 2011 - che ritraeva Bersani con Vendola e Di Pietro - ebbe più o meno la stessa funzione. Un'analisi e non un auspicio, quella del Professore sardo, che dà per certo ciò che è ormai scontato. Ovvero che nessuno dei padri nobili, e sicuramente non Romano Prodi, daranno «benedizioni» a questa o quella forza politica, pur auspicando che a sinistra si faccia quell'apparentamento che «rende le istituzioni più forti» perché «è un bene che il centrodestra si sia apparentato». L'analisi di Parisi - molto vicina a quella di Dario Franceschini anche se il Professore rifiuta l'accostamento - si scontra però con la volontà di Mdp di tirare diritto grazie anche alla discesa in campo di Grasso che da qualche giorno parla da leader politico e ieri ha sostenuto che «il Pd era quello del bene comune. Quello di Bersani insieme a Sel». «Non so se sono uscito io dal Pd oppure è il Pd che non c'è più...», ha poi aggiunto.
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Venerdì 10 Novembre 2017, 09:08 - Ultimo aggiornamento: 10-11-2017 09:08


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