Olimpiadi, Torino è pronta per il 2026. Appendino: proporre modello rivoluzionario. Grillo: grande occasione

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A Roma no, ma a Torino si può fare. Il Movimento 5 stelle, quasi due anni dopo la bocciatura delle Olimpiadi nella capitale, apre ai Giochi invernali nel capoluogo Piemontese. E' lo stesso Beppe Grillo a dare il via libera a Torino, dove da settimane si discute se riaccendere la fiaccola spenta nel 2006. «Sono una grande occasione per la città e per il movimento. Dimostreremo di saperle organizzare a zero debiti e in maniera sostenibile». Parole che sorprendono, spiazzano e, in qualche caso, deludono i militanti. Oltre a scatenare il Pd. Che punta il dito contro quel no granitico riservato a Roma.

«Arrivare a proporre un modello rivoluzionario che possa anche essere da esempio per chi verrà dopo di noi». Questo, secondo le parole della sindaca di Torino Chiara Appendino, l'obiettivo della manifestazione d'interesse che la Città sta preparando per la candidatura alle Olimpiadi Invernali del 2026. Il comune di Torino infatti, fa sapere l'amministrazione, è pronto a firmare la lettera di manifestazione di interesse con cui si chiede al Coni di avviare un dialogo con il Cio, il Comitao olimpico internazionale. 

«Zero debito per gli Enti Locali, recupero e riuso del patrimonio impiantistico, residenziale e infrastrutturale esistente, sostenibilità sotto ogni punto di vista, ambiente, mobilità, energia, lavoro, controllo dell'Anac a tutela della legalità - spiega Appendino su Facebook - sono solo alcuni dei punti con i quali vogliamo provare a dimostrare che un'idea nuova e diversa di Olimpiade esiste».
 
Per ora comunque un progetto targato Torino o M5S non c'è. Ma Palazzo Civico deve inviare a Losanna entro il 31 marzo una lettera con una manifestazione di interesse e l'intervento di Grillo accende, di fatto, il semaforo verde nonostante le perplessità della base e di alcuni fra i consiglieri comunali e regionali pentastellati. Sulle differenze tra Roma 2024 e Torino 2026 interviene Angelo Diario, presidente della commissione sport del comune di Roma: «Noi non siamo pregiudizialmente contrari. Ma quel progetto presentava troppi rischi a livello economico». Sotto la
Mole di dossier non ce ne sono ancora: esiste solo uno studio di pre-fattibilità messo a punto dalla Camera di Commercio. Il modello è tutto da studiare. «E allora - apre il pentastellato Marco Chessa, consigliere comunale - proporre un'olimpiade che sfrutti gli impianti sportivi esistenti, non maltratti l'ambiente e non comporti esborsi per gli enti territoriali può essere un percorso coraggioso».

«Se il M5S sulle Olimpiadi 2026 ci ha ripensato è comunque un fatto positivo» dice il governatore piemontese dem Sergio Chiamparino, che i giochi del 2006 li sbrigò da sindaco di Torino. La svolta è registrata con favore da imprenditori, commercianti, costruttori.

Ma il nodo politico non è sciolto. «Da chi è stato eletto Beppe Grillo per decidere cosa va bene per la nostra città?» si chiede Osvaldo Napoli, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale. La prossima settimana si vedrà se il
Movimento 5 Stelle troverà maggiore compattezza sul progetto olimpico. Per il momento c'è la dichiarazione di una
fuoriuscita, Deborah Montalbano, da qualche giorno passata al gruppo misto: «Dopo ieri sera per me è morto un grande sogno».

 
Sabato 10 Marzo 2018, 22:39 - Ultimo aggiornamento: 10-03-2018 23:38
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