M5S, nuovo codice: ok agli indagati. Maximulta a chi cambia gruppo

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«Per me è sacrosanto, anche se ci criticheranno, che chi entra in Parlamento e cambia gruppo paghi una multa profumata». Lo ha detto Luigi Di Maio, candidato premier del M5S, confermando che nel regolamento per le candidature ci sarà una multa da 100mila euro per i parlamentari che cambieranno gruppo. A margine di un incontro pubblico in un bar di Gorgonzola (Milano), accompagnato da Davide Casaleggio, Di Maio ha aggiunto che il M5S chiederà di normare «il vincolo di mandato». Al momento la costituzione, all'articolo 67, recita: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato».

Nelle nuove regole «il doppio mandato non è in discussione, resta un vincolo per chi è eletto nelle istituzioni», ha poi aggiunto il candidato premier del M5S. «Le regole saranno democratiche - ha proseguito Di Maio - e non faranno sconti a nessuno. Io stesso mi sottoporrò alle parlamentarie». «Non vedo grossissime differenze rispetto al passato - ha continuato - ma vedo un movimento che si attrezza a governare».

«Gli indagati - si legge nel nuovo Codice Etico - potranno candidarsi a meno che, nell'inchiesta in cui sono coinvolti, non emergano elementi idonei a far ritenere la condotta lesiva dei valori, dei principi o dell'immagine del MoVimento 5 Stelle, a prescindere dall'esito e dagli sviluppi del procedimento penale accettando, ora per allora, le determinazioni che sul punto gli Organi dell'Associazione a ciò deputati riterranno di esprimere». Il codice non obbliga, quindi, più alla rinuncia alla candidatura chi ha subito un avviso di garanzia. Inoltre, nel regolamento si prevede che »costituisce condotta grave ed incompatibile con la candidatura la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo».

«Presto leggerete le regole per selezionare il futuro gruppo parlamentare, che dovrà essere un gruppo con esperienza, competenza e sensibilità. È finita l'epoca dell'opposizione, dobbiamo attrezzarci per governare», ha quindi sottolineato il leader 5 stelle. Mantenendo «i nostri valori - ha aggiunto - ci sarà una selezione per dare la possibilità alle migliori energie del Paese di mettersi al servizio» dell'Italia.

«Noi dobbiamo andare al governo - ha sostenuto Di Maio - triplicheremo il numero di parlamentari probabilmente. E questo gruppo di parlamentari dovrà essere di persone di esperienza, come gli uscenti, di competenza e di sensibilità, dovrà tenere insieme tutto quello che serve per governare. Chiedo a tutti i cittadini che ci sostengono di pensare in grande: è finita l'epoca dell'opposizione, adesso guardiamo al governo del paese e lo facciamo rispettando i nostri valori, le nostre convinzioni e con un meccanismo di selezione del futuro gruppo che darà la possibilità alle migliori energie di questo Paese di potersi mettersi in gioco».

Al candidato M5S è stata chiesta anche conferma che per la prima volta sarà consentito anche a esterni al movimento di candidarsi nei collegi. «Ma che significa interno o esterno? Anch'io - si è limitato a rispondere Di Maio - ero un esterno al movimento, prima di iscrivermi. Credo che una volta che avrete letto le regole sarà tutto più chiaro. Non vedo una grandissima differenza, vedo soltanto un movimento che si sta attrezzando ad andare al governo».

«Non penso», ha risposto infine Casaleggio ai giornalisti che gli hanno chiesto se con le nuove regole il Movimento 5 Stelle si stia trasformando in un partito tradizionale.


 
Sabato 30 Dicembre 2017, 11:30 - Ultimo aggiornamento: 31-12-2017 16:34
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