M5S, Di Maio: «No a squadra di governo diversa da quella Cinquestelle»

di Stefania Piras

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«Non siamo disponibili a immaginare una squadra di governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare: c'è stata una grande investitura». Lo ha detto Luigi Di Maio rivolgendosi alla stampa estera. «Se le forze politiche non hanno compreso il segnale, forse stanno chiedendo di tornare a votare? Questo non ci spaventa. Se ne hanno bisogno, gli italiani saranno ben lieti». ​

Una conferenza stampa, quella con la stampa estera, per rassicurare e attirare l'attenzione internazionale. «Noi abbiamo a cuore la riduzione del debito pubblico non con politiche di austerità ma espansive», ripete Di Maio. A rassicurare ci aveva già provato il possibile ministro allo Sviluppo Economico Lorenzo Fioramonti con un articolo sul Financial Time in cui sottolinea tra parentesi che il M5S ha ottenuto il 32% alle elezioni , proprio come Angela Merkel. La Cancelliera ha trovato la quadra dopo mesi. Di Maio non intende rinunciare a trovare pure una maggioranza. Ma si scaglia contro gli altri partiti: «Non ho ricevuto finora alcun contatto sui temi». Di Maio si aspetta l'apertura di un confronto sulle priorità. «I cittadini hanno votato un programma. Non contempliamo alcuna ipotesi di governo istituzionale». No a un governo di tutti, dice dunque Di Maio.

E se la prende con il governo uscente lanciando attacchi durissimi al numero uno del Tesoro. «Le nostre misure economiche saranno sempre ispirate alla stabilità del Paese: non vogliamo trascinare le dinamiche economiche nelle diatribe politiche. Credo che oggi Padoan sia stato molto irresponsabile a trascinare le questioni tra Italia e Bruxelles rispondendo non so a proposito del futuro dell'Italia. È stata quasi una provocazione, come a dire che "ora che me vado all'opposizione avveleno i pozzi". Tutti siamo chiamati alle responsabilità», ha detto Di Maio. 

«Mi sarei aspettato un contatto sui temi e vedo solo forze politiche discutere dei loro problemi. Non possiamo perdere l'occasione di lavorare per gli italiani, non ci sono da fare alleanze ma parlare dei temi. E sono disponibile», ribadisce Di Maio che ricorda l'abbandono delle posizioni euroscettiche.

«Le presidenze delle Camere non riguardano il governo,  non sono collegate al governo, sono figure di garanzia», dice Di Maio allontanando un'intesa con la Lega che è considerata solo per cambiare la legge elettorale.

E infine l'appello: «Io chiedo responsabilità: il debito pubblico e la disoccupazione non aspettano. Se le forze politiche non hanno capito questo segnale cosa vogliono un segnale più forte? Torniamo al voto? Gli italiani saranno ben lieti di dare un segnale ancora più forte». 

Molte domande arrivano dai cronisti delle testate tedesche o che rappresentano gli italiani in Germania. Chiedono a Di Maio se intendono andare allo scontro  con le politiche di austerità di Merkel. Il Movimento infatti ha sempre usato toni durissimi contro la Germania e il suo surplus commerciale. Niente di tutto questo però nella risposta di Di Maio:  «Noi abbiamo come Paese un grande deficit politico, come non essere stato presente quando si discutevano grandi dossier. Con Germania nessun muro contro muro, ma vogliamo rappresentare le nostre imprese».
Martedì 13 Marzo 2018, 15:36 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2018 08:26
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5 di 6 commenti presenti
2018-03-14 08:15:05
La Politica e' mediazione: se nel programma non ha riempito tutte le caselle, faccia intendere che, oltre ai posti di vice Ministro, c' e' qualcosa ancora da definire. Non sia cosi rigido.
2018-03-14 06:35:22
La coerenza prima di tutto. M5s non è un partito. È un programma che non si può tradire. Fare il governo vuol dire mettere in squadra persone che non apprezzano quel programma in toto ma una parte sì. Non si fa per regalare poltrone. Sanno bene tutti che al prossimo giro il 40% si raggiunge pure e quindi sono pure pronti a scendere a compromessi ma non come vorrebbero gli altri. A me come discorso non dispiace affatto.
2018-03-13 20:59:55
I cari grillini si sono ficcati in un bel guaio: se volessero fare un governo da soli, sanno bene che non avrebbero la maggioranza; se si alleassero con qualsiasi altro partito, sarebbero incoerenti perchè li hanno sempre combattuti; se si tornasse a votare, la certezza del 40% se la sognano. Quindi, non resta che restare all'opposizione. D'altronde, li ha votati solo il 30% del paese: questo vuole dire che all'altro 70% non siete graditi. Sempre ammesso che tra le 1000 e più competenze del Movimento5stelle ci sia la matematica...
2018-03-13 19:20:23
Quando Bersani, consapevole di una vittoria non vittoriosa, nel senso che gli desse la possibilità di costruire una squadra di Governo che potesse avere la fiducia, prese contatto con i cinquestelle, fu lui ad invitarli per presentare le sue proposte. Qui siamo, per così dire, ad un messaggio generico. Chi vorrà si faccia avanti. O l'azione pressante dei giornalisti del fatto si dovrebbero considerare degli emissari? Piuttosto, a ben pensarci, quello di Di Maio è l'atteggiamento di chi presume di possedere la verità, che bisognerebbe accettare a scatola chiusa, ben confezionata. E' chiaro che, pur nella sconfitta, il PD continua a credere nel proprio programma ed ha ritenuto di assumere una posizione chiara. Faceva alleanze per portare avanti il Governo e le Riforme ed era tacciato di inciucio. Ora, memore della lezione se ne tiene distante e , per Di Maio sbaglia ancora. Inoltre, senza stare a vedere cosa proponga il Presidente, parte in quarta e minaccia un nuovo ricorso alle armi, pardon, alle urne. Con ogni probabilità ci saranno tempi lunghi e snervanti, che richiederanno forza e costanza. Sarà bene tenerne conto. In Germania , pur partendo da altre basi, essendovi già stata la coalizione, sono occorsi molti mesi. Altre tempre, si vede.
2018-03-13 18:45:18
Allora la squadra che Di Maio ha presentato era coerente se il M5S da solo avesse preso almeno il 40%, cosa che non si è verificata. Ma nel momento in cui tu stesso dici di aprire ad altre forze politiche e allora è obbligo ripartire la compagine governativa in ragione delle varie forze. Mi dispiace, caro Di Maio, avevi la mia stima, ma con questa tua uscita inizi a deludere: mi sa tanto di bluff la tua volontà di apertura, a questo punto.

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