L'ex ministro casertano Landolfi prende a schiaffi giornalista di Non è L'Arena

ARTICOLI CORRELATI
22
  • 1697
L'ex ministro Mario Landolfi ha aggredito ieri in pieno centro a Roma il giornalista Danilo Lupo, inviato di Massimo Giletti. Lupo stava realizzando interviste sui vitalizi, tema sempre molto sensibile per i politici. 

 


L'inviato della trasmissione de La7 Non è l'arena stava chiedendo un parere a Landolfi. Improvvisamente l'ex ministro delle Comunicazioni del governo di Silvio Berlusconi, deputato per cinque legislature, ha sferrato uno schiaffone al volto di Danilo Lupo e poi l'ha insultato («faccia di c...»). L'aggressione, avvenuta nei vicoli dietro Montecitorio, è stata vista da turisti e passanti rimasti sbigottiti dalla scena.

«Sono estremamente rammaricato - ha commentato Massimo Giletti - che un ex ministro nonché giornalista reagisca in modo sconsiderato. Le immagini riprese non hanno bisogno di nessun commento e ci raccontano di come, purtroppo, il tema dei vitalizi per gli ex parlamentari continui ad essere un nervo scoperto. Posso comprendere una reazione dialettica forte, ma non la violenza».

«Ho scritto una lettera a Giletti per scusarmi dell'episodio che nella giornata di ieri mi ha visto protagonista in negativo nei confronti di un giornalista di Non è l'Arena. Chi mi conosce sa che siffatti atteggiamenti non appartengono al mio stile nè al mio temperamento. Ho commesso un bruttissimo fallo di reazione e me ne assumo piena responsabilità», ha scritto poi Landolfi. «Ritengo tuttavia - ha aggiunto - che tale gesto, ancorchè esecrabile, possa essere pienamente valutato solo a seguito della visione integrale del filmato. Conoscendo l'onestà intellettuale e professionale del dott. Giletti - ha continuato l'ex presidente della commissione di vigilanza Rai - non ho alcun dubbio che egli provvederà tempestivamente a fornire in merito la più completa, corretta e obiettiva informazione anche al fine di chiarire il contesto nel quale la vicenda è maturata».

Solidarietà al giornalista colpito è arrivata dai gruppi parlamentari di M5S e dal vicepresidente della Camera (Pd) Ettore Rosato.

Per la Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Associazione della Stampa di Puglia «fatti gravi come quelli accaduti nei pressi di via Della Scrofa a Roma non devono più ripetersi, a maggior ragione se a rendersi protagonisti di atti così violenti sono colleghi iscritti all'Ordine dei giornalisti». «È bene ricordare - proseguono Fnsi e Assostampa - che Landolfi, già giornalista al Secolo d'Italia, è stato, oltre che deputato, presidente della commissione di Vigilanza Rai e ministro delle Telecomunicazioni: che sia una persona con alle spalle una lunga esperienza parlamentare e governativa ad usare violenza nei confronti di un giornalista la dice lunga sull'insopportabile clima che si è raggiunto nel Paese. Fare il proprio lavoro, rivolgere domande, ormai è diventato un mestiere a rischio. È comunque auspicabile che l'onorevole Landolfi trovi il modo per riparare all'accaduto e porgere almeno le scuse al collega Lupo». Solidarietà al collega anche dall'Unione nazionale cronisti italiani. 

 
Venerdì 20 Aprile 2018, 14:43 - Ultimo aggiornamento: 21-04-2018 16:26
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 22 commenti presenti
2018-04-21 23:52:41
Vuoi fare il giornalista? Diventa parlamentare.
2018-04-21 19:57:31
Eh no , mio caro dis_onorevole Landolfi , non bastano le scuse , Lei si è macchiato di un reato, inoltre ha assalito un giornalista che al momento non la minacciava. Lei a mio parere andrebbe espulso dall'ordine dei giornalisti per aver disonorato il codice fondamentale i ogni ordine professionale , ovvero la DEONTOLOGIA. Si vergogni !!!!!
2018-04-21 16:58:53
perchè tanta meraviglia per tale comportamento? Non dimentichiamo in quale schieramento si gloria di militare, il nefasto periodo delle leggfi ad personam è giaà nel dimenticatoio? e i vitalizi? Per carità non toccateli, vero è che non sono previsti nella costituzione, ma tutti questi dis/onesti parlamentari hanno faticato tanto per procurarsi privilegi e prebende alla faccia degli italiani lavoratori. A Landolfi che ovviamente non posso definire onoreviole altrimenti sarei tacciato di ipocrisia dico solo che se mi fossi trovato al posto derl giornalista un ben assestato calcio sui (gioielli di famiglia) nessuno avtebbe potuto impedirlo. In breve questo squallido personaggio va solo definito tale.
2018-04-21 12:01:49
Chi sia Mario Landolfi - una vita in politica - è ben noto, specie a noi campani. Il suo comportamento è sempre stato piuttosto discutibile. Ma chi sia Massimo Giletti dovrebbe essere altrettanto noto....E' indubbio che la vera causa del degrado morale del nostro Paese è dovuta alla potente Casta dei giornalisti. Volendo stilare una graduatoria in base ai danni causati dal loro attivismo e dalla loro nefasta influenza sui cittadini, la Casta dei giornalisti si pone largamente al primo posto in classifica, seguita dalla Casta dei Sindacati. Solo terza quella dei Politici, ormai surclassati dai giornalismo politicizzato. Anche Landolfi proviene dal giornalismo, come un certo Mastella, ecc. ecc. In Politica, come nello Sport, il settarismo dell'informazione mediatica si è ormai istituzionalizzato.
2018-04-21 08:18:11
Da Wikipedia per chi ha la memoria corta: Nel 2007, a margine di una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli[11] che coinvolgeva il politico Nicola Cosentino[12][13], l'imprenditore e pentito di Camorra Michele Orsi (secondo la stampa in precedenza legato al clan Bidognetti[14]) formulò diverse accuse riguardanti assunzioni clientelari alla nettezza urbana del comune di Mondragone. L'inchiesta fu ripartita in due filoni, in uno dei quali era imputato il Cosentino[15]. Landolfi fu indagato con l'accusa di corruzione e truffa, con l'aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre.[16] Michele Orsi fu ucciso in un agguato di camorra il 1º giugno 2008[17]. Il 15 maggio 2012 fu rinviato a giudizio dal Giudice dell'udienza preliminare con le accuse di concorso in corruzione e truffa aggravate dall'avere agito per favorire il clan camorristico La Torre[18]; il politico dichiarò la sua estraneità, parlando di «vicenda farsesca, banale, paesana»[19]. Aveva già pubblicato online le intercettazioni telefoniche di cui la Giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati aveva negato ai magistrati l'utilizzo[20]. Nel 2017 il processo per le assunzioni all'AIFA si concluse con l'assoluzione dei 35 imputati[21].

QUICKMAP