Intercettazioni, oggi il sì del governo: la riforma che scontenta tutti

di Valentina Errante

Dopo trattative e aggiustamenti arriva il giorno dell'approvazione. La riforma delle intercettazioni sarà legge. Ma le polemiche serpeggiano. E se da parte dei penalisti arrivano critiche durissime, neppure l'Anm si dice soddisfatta. «Non una bocciatura, ma nemmeno una condivisione entusiastica», sintetizza il presidente Eugenio Albamonte, che punta il dito sui poteri concessi alla polizia giudiziaria.

Per i legali anche quella che sembrava una maggiore tutela, ossia il divieto di trascrizione dei colloqui tra difensori e indagati, è una violazione del diritto di difesa. Poi c'è il nodo delle conversazioni non trascritte, con la necessità per i penalisti di ascoltare e la consegna del materiale audio solo con l'autorizzazione del giudice.

Nelle ordinanze di custodia cautelare i giudici riporteranno solo le conversazioni fondamentali, indispensabili per giustificare le misure. Le persone non indagate non potranno essere coinvolte e citate. Sarà la polizia giudiziaria delegata dalle procure a fare un primo esame delle conversazioni intercettate, escludendo quelle irrilevanti per l'inchiesta, che non saranno trascritte. Gli atti saranno tutti custoditi nell'ufficio del pm.
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Venerdì 29 Dicembre 2017, 09:21 - Ultimo aggiornamento: 29-12-2017 13:08
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