M5S, i morosi sono di più: c'è chi non paga dall'estate

di Francesco Lo Dico

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Dopo il terremoto, il panico. Il caso rimborsi irrompe nelle chat dei parlamentari grillini. Alcuni temono di fare la fine di Cecconi, Martelli e Bucarella, altri alzano già bandiera bianca. È il caso del deputato uscente Ivan Della Valle, che secondo il sito tirendiconto.it aveva fatto l'ultimo versamento relativo a ottobre soltanto a dicembre. Ammesse le irregolarità sui bonifici, Della Valle ha affidato a Facebook l'addio al Movimento: «Non mi soffermo sui problemi finanziari e personali che mi hanno portato a tutto questo, non sono scusanti», sono state le sue parole di congedo. Giornata nera anche per Emanuele Cozzolino, deputato uscente ricandidato in Veneto allontanato anche lui dai Cinque Stelle. Il versamento relativo a dicembre risulta effettuato sul sito grillino a gennaio. Ma anche se Cozzolino parla sui social di un «errore fatto in assoluta buona fede», si dice «pronto a fare un passo indietro».

Ma l'epurazione delle «mele marce», come le ha definite Di Maio, sembra solo all'inizio. A turbare il sonno dei pentastellati ci sono infatti molti più nomi sospetti, di quelli che sono già stati individuati dai pentastellati. Secondo la gola profonda all'origine dell'inchiesta televisiva dell'11 febbraio, sarebbero finiti in blacklist anche Silvia Benedetti, Massimiliano Bernini, Elisa Bulgarelli, Giulia Sarti e Barbara Lezzi. Ma quest'ultima sembra ieri essersi messo al riparo da ogni sospetto.

Secondo i piani alti grillini, infatti, nell'operato della senatrice salentina «non c'è dolo», ma solo un errore dovuto a negligenza. Sul sito che conteggia i rimborsi versati dai grillini alle microimprese, Barbara Lezzi risulta ferma a ottobre, mentre mancano ancora novembre e dicembre. Ma la senatrice ha spiegato su Facebook che il bonifico «non è andato a buon fine presumibilmente per carenza di fondi».

Al netto di ritardi, problemi tecnici e questioni personali, c'è comunque una certezza. Sulla base dei dati che emergono da tirendiconto.it, saranno molte le ombre che i grillini dovranno dissipare. A partire da Di Maio, che forse distratto dalla campagna elettorale ha bonificato soltanto il 9 febbraio le restituzioni di settembre, ottobre, novembre e dicembre. A scandalo già scoppiato. Curioso anche il caso della senatrice catanese Bertorotta, che ha saldato la restituzione relativa a novembre solo ieri, ma non ancora quella di dicembre. E tutto da valutare anche il fascicolo Giulia Sarti già squadernato dalle Iene: i suoi pagamenti sono fermi alla restituzione di ottobre, ma dal bonifico pubblicato non è possibile risalire alla data di esecuzione, così come per i mesi di luglio agosto e settembre. E solo a scandalo scoppiato, il 5 febbraio, ha provveduto a saldare i mesi di ottobre, novembre e dicembre anche la deputata Dalila Nesci. Idem per il ricandidato alla Camera Federico D'Incà, che risulta essersi messo in regola il 7 febbraio.

Nel mirino anche il nome di Francesco D'Uva: in teoria dicembre lo avrebbe pagato, ma nella ricevuta manca la firma dell'ordinante. «Sicuramente si tratta di una quota minimale di persone che hanno fatto in maniera scorretta il bonifico», ha detto ieri Carla Ruocco a proposito dell'affaire rimborsi. Ma secondo quanto emerge da tirendiconto, tra i ritardatari figura anche l'ex membro del direttorio, che ha saldato novembre e dicembre soltanto il 12 febbraio. «Le mie restituzioni sono aggiornate a novembre ha detto ieri la candidata governatrice Roberta Lombardi - manca il mese di dicembre per il quale sto finendo le rendicontazioni».

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Mercoledì 14 Febbraio 2018, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 14-02-2018 12:00
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