Grandi opere in bilico, appalti in ritardo: Lega e M5S spaccati

di Francesco Pacifico

Il presidente dell'Ance, Gabriele Buia, è convinto che, «quando cambia un governo, è naturale che il nuovo ministro riveda la programmazione delle opere pubbliche. Di più, è giusto anche che si dia il tempo necessario per farlo. Io poi apprezzo il lavoro che si sta facendo nel campo della sburocratizzazione. Ma quello che non è concepibile - e il mio non è giudizio politico - è che si metta in discussione un'infrastruttura i cui lavori sono già partiti». Ogni riferimento alla Tav in Val Susa o alle ultime polemiche sull'avanzamento del Terzo Valico ferroviario non è puramente casuale.

Già prima delle elezioni il Movimento Cinquestelle aveva annunciato che avrebbe rimodulato e bloccato le grandi opere previste dalla vecchia Legge Obiettivo del secondo governo Berlusconi. Troppo inquinanti, troppo costose, spesso inutili. E una volta al potere è stato di parola: infatti su tutte le infrastrutture strategiche (soprattutto del Nord Italia) pende una spada di Damocle. Indipendentemente se si chiamino Tav, Terzo Valico, il gasdotto Tap oppure autostrade come la Brebemi, la Pedemontana, il Passante di Bologna e la Tirrenica. Lavori che, tutti insieme, valgano tra i 25 e i 30 miliardi di euro.

La spada di Damocle è il giudizio che entro novembre deve dare la commissione nominata al Mit da Danilo Toninelli. La quale, come ha detto il ministro, sta realizzando «una attenta e oggettiva analisi costi-benefici per valutare effetti sociali, ambientali ed economici. Cioè vedere quanto e se i costi superino i benefici». Soltanto tra un mese e mezzo sapremo se in Italia e in quale misura ripartiranno le grandi opere.

Al momento a esseri fermi sono soprattutto i cantieri dell'alta velocità in Val di Susa, con il consorzio Ltf che ha congelato la gara d'appalto per 31 milioni già autorizzata dal Cipe. Appena arrivato al governo Luigi Di Maio aveva subito emesso la sua condanna a morte - «È un'opera vecchia» - scatenando le ire dell'alleato Matteo Salvini. Nei giorni scorsi, per sbloccare l'impasse, la Ue ha scritto a Toninelli promettendogli uno sconto di quasi mezzo miliardo di lire sul cofinanziamento in capo all'Italia. Sempre a novembre l'analisi costi-benefici darà il giudizio sul Terzo Valico ferroviario, per collegare il porto di Genova alle reti che portano le merci verso il Nord Europa.

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Domenica 30 Settembre 2018, 11:08 - Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 07:03
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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2018-10-22 16:57:45
ho trovato interessanti anche questi 2 articoli, rispettivamente da Repubblica e dal Corriere: - https://genova.repubblica.it/cronaca/2018/10/21/news/i_costi_benefici_della_politica-209539437/ - https://www.corriere.it/opinioni/18_ottobre_20/veri-danni-falsi-stupori-746d2922-d496-11e8-ba10-7fdf35550b0a.shtml
2018-09-30 18:53:23
Vuol dire che opere già in fase di avanzamento rimarrebbero sospese per il tempo di durata di questo Governo. Primo, si perderebbe quanto già fatto; secondo andrebbero in mezzo ad una strada quelli che ci lavorano; terzo, verrebbero a mancare opere strategiche. Perché poi? Per le fisime dei grillini che si oppongono alle grandi opere? E le penali? Non ricadranno suoi tutti?
2018-10-01 13:15:20
Fattelo spiegare dai tuoi amici che hanno sventrato e regalato pezzi d'italia a destra e manca!

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