5 Stelle-Lega, uscita dall'euro giallo sulle regole nel contratto

di Andrea Bassi e Diodato Pirone

È proseguito anche ieri il confronto fra gli esponenti del Movimento Cinque Stelle e della Lega sul programma dell'eventuale governo gialloverde. Restano sul tappeto parecchi nodi da sciogliere soprattutto di carattere politico ma uno spicca su tutti: cosa fare con l'Europa e dunque se rispettare o meno i limiti di defict pubblico imposti dai trattati stipulati con gli altri stati europei. Non a caso la giornata di ieri è iniziata con i segnali d'allarme lanciati da Bruxelles che ha ribadito di attendersi dall'Italia una riduzione del deficit e del debito «indipendentemente dal governo che si formerà».

E sempre ieri, in serata, è stata diffusa dal sito dell'Huffingtonpost.it una bozza di programma - poi smentita in un comunicato congiunto da M5S e Lega - contenente proposte difficilmente realizzabili come quella della cancellazione di 250 miliardi di debito italiano da parte della Banca Centrale Europea che, com'è noto, è di proprietà di tutti gli stati aderenti all'euro. Il tutto condito con una proposta per la creazione di un canale di uscita ordinata dall'euro; il passaggio di tutte le aziende pubbliche (Eni, Enel eccetera) alla Cassa Depositi e Prestiti che però le pagherebbe al tesoro riducendo con il risparmio postale il depbito pubblico; il conferimento di patrimonio pubblico ad un fondo le cui quote poi sarebbero cedute ai risparmiatori. Sul piano istituzionale, tra l'altro, la bozza contiene la nascita di un Comitato di Conciliazione, composto dal premier, alcuni inistri e dai capi di partito della maggioranza, non previsto dalla Costituzione.
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Mercoledì 16 Maggio 2018, 07:00
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