Scontro nel governo sul deficit al 2,4%: vince la linea dura di Di Maio e Salvini

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di Andrea Bassi e Marco Conti

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Più del condono. Più delle incomprensioni delle ultime 36 ore tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, nel consiglio dei ministri di ieri, il dibattito si è acceso sulla risposta da dare alla lettera con la quale la Commissione europea ha contestato la manovra italiana. Da un lato il fronte del segnale a Bruxelles, con i ministri Giovanni Tria e Enzo Moavero Milanesi, sostenuto anche dal premier Giuseppe Conte, ha provato a spingere per far scendere almeno fino al 2,1% l'indebitamento in modo da provare a scansare la procedura d'infrazione. Dall'altro, invece, il fronte del «no», con il muro issato da Di Maio e Salvini sulla conferma di tutte le cifre già inviate alla Commissione, a cominciare proprio dal deficit al 2,4% del Pil. Una discussione che i presenti all'incontro hanno definito «molto animata», ma dalla quale, alla fine, la linea uscita vincente è ancora una volta quella dei due vice premier. L'unica cosa che Conte è riuscito ad ottenere, è stata una dichiarazione di «irreversibilità» dell'euro, e di fedeltà all'appartenenza all'Unione dei due leader dei partiti che sostengono l'esecutivo.
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Domenica 21 Ottobre 2018, 08:30 - Ultimo aggiornamento: 21-10-2018 18:03
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