Giustizia, salta il giro di vite sulle intercettazioni: addio udienza stralcio

ARTICOLI CORRELATI
di Sara Menafra

  • 14
Oltre il fotofinish, nel corso del Consiglio dei ministri che domani segnerà lo scioglimento delle Camere, diventa definitiva la sempre rimandata e mai unanime legge sulle intercettazioni.

Il ministro della giustizia Andrea Orlando - dal cui dicastero proviene un terzo dei provvedimenti proposti dal governo e poi approvati in questi cinque anni - ha premuto molto per concludere in tempo utile sia questo, sia il decreto legislativo sulle carceri che sarà addirittura approvato definitivamente a Camere sciolte.

Il testo che emerge è una versione mediata tra la voglia di limitare la pubblicazione degli audio tout court, almeno fino alla prima sentenza, e il rischio, denunciato dai penalisti, di comprimere il diritto alla difesa.

Alla fine la stretta, quella vera, è solo sulle cosiddette intercettazioni «personali» o non attinenti al processo (che spesso sono quelle che provocano i danni peggiori una volta finite sui giornali). Obiettivo perseguito sia rafforzando il ruolo della polizia giudiziaria a discapito dei pubblici ministeri, sia limitando, in una prima fase, l'accesso agli atti degli avvocati. Gli uni e gli altri, non a caso, si dicono solo parzialmente soddisfatti del risultato finale.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Giovedì 28 Dicembre 2017, 09:18 - Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 09:21
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP