Gentiloni: in Europa no a regole che ingabbino la crescita. Crisi bancarie alle spalle, crediti deteriorati un problema ma ridotti del 25%

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«Brexit poteva essere il segno della crisi irreversibile. Invece quel clima di scontento si sciolse al sole di Roma, quando festeggiammo il 60 anniversario dei Trattati». Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni aprendo il suo intervento al convegno del Messaggero Obbligati a crescere - L'Europa dopo la Brexit. «A un anno e qualche mese» dalla Brexit «le cose hanno preso per quanto riguarda l'Ue, per fortuna, un corso diverso, il che non vuol dire che ci si debba lasciare andare a gioiose esaltazioni ma certamente il clima è diverso rispetto a quella tempesta perfetta», ha proseguito Gentiloni. «Questa decisione è stata dolorosa e non è detto che sia vantaggiosa per chi l'ha presa, ma la rispettiamo e abbiamo interesse che si concluda positivamente», ha aggiunto.

 
 


L'Europa non ha bisogno di regole che «reintroducano fattori di instabilità. Bisogna consolidare il percorso in atto, non disseminare crisi e instabilità. La strada giusta è accompagnare il percorso positivo che è in atto, la crescita va incoraggiata non ingabbiata sennò cerchiamo di distruggerla», ha sottolineato Gentiloni, supportando l'idea di un ministro delle finanze europeo «che non deve essere solo un controller». 
 


«Credo che dobbiamo trovare un punto di equilibrio tra la riduzione del rischio e la condivisione dello stesso: solo polemiche di basso livello descrivono l'Italia come un Paese che voglia allargare il rischio per non farvi fronte. Non è la nostra linea. Tuttavia non è possibile, come si dice a Roma, pensare a una condivisione "nell'anno del mai"», ha detto ancora il premier. Gentiloni ha poi sottolineato che comunque «non c'è cifra macroeconomica che tenga se non migliora il clima sociale nelle nostre comunità».

«Il 2018 potrebbe essere cruciale per il futuro dell'Unione, che può contare sulla forza e la coerenza dell'Italia», ha detto ancora il premier, ricordando non solo il negoziato sulla Brexit ma anche la nuova tornata di elezioni e il rinnovo delle istituzioni. «Non conosco - ha sottolineato - stabilità più solida di quella italiana nella scelta europeista degli ultimi decenni». 

«L'Italia ha interesse affinchè il negoziato su Brexit abbia successo, ovviamente con posizioni chiare: l'ipotesi di nessun accordo non credo sia utile nemmeno per il popolo inglese», ha chiarito ancora Gentiloni. «È poi interesse di tutti, prima di tutti della Gran Bretagna, che ci si confronti con una posizione unitaria europea, e non - ha continuato - con 27 idee che devono essere approvate da 27 parlamenti». «O abbracciamo la prospettiva irrealistica e negativa di nessun accordo o l'unico modo di raggiungere l'intesa anche per Londra è avere un interlocutore unito», ha rilevato quindi Gentiloni parlando della Brexit.

«L'Italia condivide appieno la posizione di Barnier (il negoziatore dell'Ue, presente in sala, ndr) e ci identifichiamo in lui e nella posizione unitaria dell'Europa. Perché quando i 27 prendono una posizione su Brexit, ed è già successo due volte, prima si assume la decisione all'unanimità e poi se serve si apre una discussione. Quando si parla di Brexit, bisogna affermare prima di tutto la condivisione, prima di eventuali distinguo».

«Negli ultimi mesi ci siamo lasciati alle spalle le crisi bancarie, abbiamo ridotto in nove mesi del 25% gli npl (non performing loans, i crediti deteriorati delle banche ndr), ora si parla di npl come prima si parlava di spread: sono ancora un problema a cui il sistema bancario deve far fronte ma bisogna sottolineare i risultati che abbiamo ottenuto», ha detto ancora Gentiloni.

«La sfida dopo la legge di bilancio è proseguire nella strada della crescita e nella sicurezza e non ridurre l'Italia a un supermercato della paura e delle illusioni: è questa la vera posta in gioco nella stagione politica dopo la legge di bilancio», ha proseguito il premier.


 
Giovedì 9 Novembre 2017, 10:33 - Ultimo aggiornamento: 10-11-2017 19:16
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5 di 5 commenti presenti
2017-11-10 12:16:01
Ascoltanto Gentiloni penso a un discorso (barzelletta?) di un politico tedesco che diceva; In un inferno Europeo, i tedeschi sono poliziotti, gli inglesi i cuochi i francesi automeccanici, e gli italiani gli organizzatori delle leggie della politica. In un Paradiso Europeo, gli inglesi sono la polizia, i francesi i cuochi, i tedeschi gli ingenieri dell'automobile, gli italiani non ci sono, e gli svizzeri organizzano tutto.
2017-11-10 11:19:56
Prima si e svenduto il paese,poi si vuole far capire che battono i pugni sul tavolo,tutta ipocrisia,l'europa e la tomba del paese,voluta un pò da tutti,con la complicità della nostra scellerata politica,faremo un tonfo cosi grande che nemmeno lo sentiremo,saremo schiavi di altri stati,fanalino di coda per il momento in europa,ma saremo fanalino di coda nel mondo,con questi ladri non si può sperare niente.
2017-11-09 16:36:32
Ecca lla: la lettera di V.Dombrovskis in lingua estera, “We would also like to recall that Italy's broad compliance with the preventive arm of the Stability and Growth Pact is a key relevant factor in the report under article 126(3) TFEU on the prima facie breach of the debt rule” ed il dettato dell’art. citato così recita: “3. Se uno Stato membro non rispetta i requisiti previsti da uno o entrambi i criteri menzionati, la Commissione prepara una relazione. La relazione della Commissione tiene conto anche dell'eventuale differenza tra il disavanzo pubblico e la spesa pubblica per gli investimenti e tiene conto di tutti gli altri fattori significativi, compresa la posizione economica e di bilancio a medio termine dello Stato membro. La Commissione può inoltre preparare una relazione se ritiene che in un determinato Stato membro, malgrado i criteri siano rispettati, sussista il rischio di un disavanzo eccessivo”. Sismo di Amatrice e costo dei profughi i motivi dello sforamento, solo questi, sono questi? Non è 31 salva tutti a nascondino, il debito (2.281 miliardi in euro a giugno) e quello che più è, il conteggio, la valutazione, l’iscrizione a bilancio (e dove?) e lo sforamento eventuale di questo non passano di moda, in particolare con i tedeschi, scurdammoce ‘o ppassato non vale, in particolare l’art. 126(3) TFEU on the prima facie breach of the debt rule: è come l’aquila che guarda la capretta dall’alto, sta sempre lì anche se non la vedi, se non lo dici, lei vede invece!
2017-11-09 15:04:40
Mentre si parla di "crisi alle spalle"...l'europa continua a dettare "proposte" che non coincidono con i bisogni delle gente.....l'italia come l'europa,l'europa come l'italia,il problema è che per il Popolo Duosiciliano non è cambiato, e continua a non cambiare, niente!
2017-11-09 14:44:12
e bravo gentiloni. chi voleva il ministro delle finanze europeo (tra parentesi: non previsto in nessun trattato)? la germania (nello specifico: il superfalco scheuble). e lui che fa? ma certo, facciamolo, 'sto superministro. questo sarebbe il battere i pugni sul tavolo? e questo sarebbe sferzare l'europa??? spettacolare poi la performance lniguistica sui crediti deteriorati. giulivamente esalta che li ha ridotti del 25%. innanzi tutto: COME? in secondo luogo: ah, allora ne resta "solo" il 75%. lo traducesse in cifra 'sto 75%. a occhio, sono MINIMO altri 50 MILIARDI DI EURO. scusate, eh: se finora ne hanno sborsati 20, prendendoli dalle nostre tasche (il COME di cui sopra), il quadretto che ha fatto gentiloni è terrificante. altro che sbandierarlo come chissà quale trionfo. quadretto su cui aleggia un altro incubo mica da poco: come la metteranno quando il QE, finora a voler essere ottimisti del tutto inutile, finirà? faccio notare che finora, NESSUNO ha spiegato una cosuccia: ma 'sto benedetto QE di quanto ha fatto salire il debito pubblico? ora, quanto del nostro eebito è in mano alla BCE? ossia, altra cosuccia che pure dovrebbe preoccupare, un organismo che, per come funziona, è finanziario e politico al tempo stesso?

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