Il ministro degli Esteri Moavero:
«Migranti, l'Ue rischia la fine»

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di Alberto Gentili

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Ministro Moavero, tra poche ore a Bruxelles si apre un vertice decisivo sui migranti mentre nel Mediterraneo la situazione precipita. Salvini ha chiuso i porti italiani e respinge le navi delle Ong.
Condivide questa linea?
«Ciò che accade dipende dalla mancanza negli ultimi anni di un’efficace gestione, a livello di Unione europea, dell’epocale fenomeno migratorio in atto. L’Europa, e non l’Italia, è la meta di tutte queste persone che fuggono a guerre, regimi autoritari o cercano un futuro migliore. Dunque, poiché la questione è europea, le soluzioni devono essere europee. Ma l’Ue è stata decisamente latitante, prevalgono i vari egoismi nazionali. L’attuale posizione italiana intende richiamare i partner ai valori comuni della responsabilità e della solidarietà».

Respingere le navi è una sorta di provocazione?
«Provocazione è una parola sbagliata. C’è, piuttosto, la volontà di scuotere le coscienze degli Stati europei e delle istituzioni Ue: stiamo parlando di esseri umani in mano a trafficanti, di persone che vivono tragici esodi e rischiano la vita. Dal 2016, nel Mediterraneo ci sono stati oltre novemila morti. Tutti lo hanno ammesso: l’Italia è stata lasciata sola ad affrontare l’emergenza. Così non si può andare avanti».

Con quali proposte oggi il premier Conte si siederà al tavolo della trattativa?
«Oggi c’è un incontro informale, per preparare il Consiglio europeo di giovedì e venerdì prossimi. E’ una tappa di riflessione. L’Italia ci va chiedendo il superamento, non la semplice revisione, della logica del regolamento di Dublino. Le sue norme stabiliscono che il Paese di primo arrivo debba accogliere i migranti, assisterli, e soprattutto verificarne i requisiti per ottenere il diritto d’asilo. Nel caso non li abbiano, dovrebbe rimpatriarli o tenerli sul suo territorio. Un sistema di questo tipo è inadeguato, sottovaluta i numeri: la stragrande maggioranza dei migranti, non hanno titolo all’asilo, migrano per motivi economici e sono il 93% del totale degli arrivi in Italia. Di loro, le regole di Dublino si occupano per difetto, non offrono soluzioni e lasciano tutti gli oneri a carico del Paese di primo arrivo. Per ragioni geografiche, l’Italia si trova proprio in quest’ultima situazione. Ma c’è di più, se gli altri Stati Ue ritengono che i controlli per concedere l’asilo non sono rigorosi, possono sospendere la libera circolazione delle persone, prevista dagli assetti di Schengen, chiudendo le loro frontiere come accade a Ventimiglia. Insomma, un ben triste paradosso: la normativa europea di Dublino, nei fatti, frammenta l’Unione».

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Domenica 24 Giugno 2018, 00:05 - Ultimo aggiornamento: 24-06-2018 17:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2018-06-24 13:56:59
la frittata è fatta - difficile tornare alle uova
2018-06-24 10:02:19
mi sa' che tiene solo l'asse franco/spagnolo ossia di uno sconosciuto nominato ( non eletto) da poco primo ministro ai cui confini ci sono fili spinati e gardia civil con soldati a sparare ai clandestini e dall'altro uno a cui Trump , riservatamente nell'ultimo vertice in Canada gli disse : tutti i terroristi in Europa sono a Parigi e quindi ha paura di compromettere ancora di piu' la sua sicurezza interna ; la Germania ha capito che potra' fare la fine dell' Austri e si tiene defilata , l' Inghilterra gia' l'anno scorso ha deciso......la sinistra italiana e i loro collegati vuole ancora altri migranti nel nostro paese per farli diventare casomai un domani grazie a qualche decreto legge , propri elettori....Matteo , va' avanti
2018-06-24 15:46:36
Ah! se tenessi presente cosa diceva dei napoletani questo essere inutile e dannoso. Ma pare che lo cosa non ti interessi quando si hanno "altri interessi".
2018-06-24 09:48:55
La fine della UE è, d'altronde, il loro obiettivo. Non credo che l'Italia ci guadagnerà
2018-06-24 09:03:33
A me hanno insegnato che unanave è come se fosse il suolo dello stato di cui batte bandiera. perciò Se non hanno cambiato anche questa norma dopo dell'ingesso libero senza documenti li portassero ognuna nelle nazioni di competenza.

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