«Governo, missione compiuta»: il pontiere Gentiloni sale al Colle

di Marco Conti

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«Lasciamo un'Italia più forte e andiamo al voto con serenità». «Mi auguro una campagna elettorale rispettosa, senza aggressioni e che permetta all'elettore di poter scegliere tra proposte realistiche». Solo un presidente del Consiglio che centellina parole e tweet, può permettersi di affrontare stamane le cinquantuno domande in tre ore messe insieme dall'Ordine dei giornalisti nella conferenza stampa di fine anno.

Questa sua capacità Paolo Gentiloni l'ha mostrata più volte nel corso dei tanti incontri con i giornalisti organizzati in Italia e all'estero e gestiti dal suo portavoce Filippo Sensi senza porre limiti di tempo e contenuti. D'altra parte il pulsante del cruise control è di serie nel Gentiloni-premier, apprezzato proprio per il suo basso profilo mediatico e per la sua alta capacità di mediazione. Un pontiere chiamato a palazzo Chigi per continuare il lavoro interrotto da Matteo Renzi dopo la sconfitta al referendum. Una continuità che Gentiloni un anno fa, chiedendo la fiducia a palazzo Madama, rivendicò: «Il mio non è un governo di inizio legislatura ma innanzitutto deve completare la eccezionale opera di riforma, innovazione, modernizzazione di questi ultimi anni».

Missione compiuta per Gentiloni che stamane, in diretta tv, avrà modo e occasione per elencare le riforme compiute sia sul fronte economico sia su quello dei diritti civili: divorzio breve, unioni civili, terzo settore, femminicidio, dopo di noi, bio-testamento. E poi ancora industria 4.0, pubblico impiego, ma anche difesa del jobs act come degli 80 euro.

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Giovedì 28 Dicembre 2017, 09:11
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