Elezioni comunali, Salvini twitta a urne aperte: «Voto Lega». Scoppia la polemica, Pd all'attacco

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini invita i cittadini a votare il suo partito, la Lega: uno strappo al bon ton istituzionale che manda su tutte le furie il Pd che lo invita a dimettersi. Ma il leader del Carroccio decide di giocare il tutto per tutto nel test delle elezioni comunali anche per puntellare la leadership nel governo. E affonda colpi su colpi.

Di buon mattino Salvini su Twitter augura «buon voto a tutti i cittadini» che oggi in oltre 700 comuni, eleggeranno il
sindaco con lo slogan "#oggivotolega". «Se poi arriveranno tanti voti per la Lega - aggiunge - sarà un bel segnale politico a chi fa cortei al grido di
"Salvini assassino" bruciando le nostre bandiere»; un riferimento a quanto accaduto ieri a Milano, dove i centri
sociali hanno bruciato un vessillo del Carroccio. Non pago, il titolare del Viminale ha aggiunto che il
successo della Lega sarebbe «una risposta chiara a tutti gli intellettualoni, giornalistoni, chiacchieroni e rosiconi della sinistra secondo i quali in 7 giorni avremmo già dovuto rimediare ai quasi 7 anni di governi del Pd». Anche qui una risposta a chi, anche sui social, ieri aveva ironizzato sullo sbarco di tre navi cariche di migranti.

 
La risposta arriva dal Pd: «Trovo sinceramente vergognoso - ha detto Franco Mirabelli - vicecapogruppo Dem in Senato - che il ministro dell'Interno, che dovrebbe garantire l'imparziale e corretto svolgimento delle elezioni oggi, continui a fare campagna elettorale per la Lega». Proteste rilanciate anche da altri Dem, come Simona Malpezzi: «Se Salvini non riesce a fare il ministro di tutti, lasci la carica e faccia il leader di partito». Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e responsabile Enti Locali Dem, ricorda le parole di Salvini e anche quelle del leader grillino Luigi Di Maio sabato e commenta: «Non si erano mai visti ministri così irrispettosi dei cittadini e senza alcun senso delle regole e delle istituzioni».

In chiave elettorale è stata letta anche la decisione del Ministro dell'Interno di non far approdare in Italia la nave
Acquarius, con 629 migranti, criticata da diversi esponenti del Pd, a partire dal segretario Maurizio Martina, e da Leu (con Pietro Grasso,Laura Boldrini e Loredana De Petris). «Uno spot elettorale spietato» ha detto Pippo Civati, fondatore di Possibile.

 
Domenica 10 Giugno 2018, 23:47 - Ultimo aggiornamento: 10-06-2018 23:47
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