Elezioni, Bersani: «Su Lazio e Lombardia proviamo a trovare un accordo». No di Fratoianni

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«Stiamo lavorando, faremo di tutto. L'importante è che non sia un'ammucchiata contro la destra o un accordo tra gruppi dirigenti. Serve una proposta alternativa di sinistra rispetto a quella della destra». Lo afferma Pier Luigi Bersani conversando con i cronisti in Transatlantico a chi gli chiede se alla fine si riuscirà a trovare un accordo fra Liberi e uguali e il Pd per sostenere gli stessi candidati alla corsa per la presidenza delle regioni Lazio e Lombardia.

L'ex segretario del Pd ed esponente di Liberi e Uguali spiega che le due realtà sono diverse e che al momento è più semplice arrivare ad un'intesa per sostenere Nicola Zingaretti nel Lazio rispetto a Giorgio Gori, candidato dem per la guida del Pirellone: «Vediamo - aggiunge Bersani - serve una proposta chiara altrimenti le persone non le porti a votare».

«Con Gori in Lombardia è opportuno aprire un confronto sul programma, perché rispetto a Maroni non basta faremeglio, come dice lo slogan Gori, ma si deve cambiare idee e politiche», «nel Lazio non sostenere Zingaretti, un uomo di sinistra, è un errore perché dobbiamo impedire che la Regione passi a Gasparri». Lo scrive su Facebook Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana ed esponente di Liberi e Uguali.

«Io penso così: con il Pd alle elezioni siamo in competizione e impegnati a battere la sua attuale linea politica, offrendo un sicuro approdo di sinistra ai tanti che quel partito ha deluso; più noi saremo forti più il Pd potrà essere spinto a cambiare» mentre «verso il M5stelle non vedo possibili trattative per ragioni programmatiche e soprattutto ideali (valori costituzionali, concezione della democrazia)», aggiunge Rossi.

«Anche solo discutere - sostiene Rossi - della candidatura di Bassolino in Campania è un autogol perché per la sua storia e la sua popolarità dobbiamo chiedergli umilmente di candidarsi e sostenerlo senza se e senza ma. Non pretendo di avere la verità. È solo quello che io penso».

«Io domani parteciperò all'assemblea di Leu in Lombardia per indicare il candidato di Liberi e Uguali alla regione». Nicola Fratoianni, parlando con l'Adnkronos, chiude invece la porta a ogni possibilità di intesa con Gori in Lombardia. «Leggo appelli di diverse personalità oggi - aggiunge Fratoianni - ma gli appelli alla responsabilità non bastano, qui il punto è il giudizio di merito, il giudizio politico». Un giudizio insufficiente per il leader di Sinistra Italiana a sostenere il candidato Pd in Lombardia. Discorso diverso per quanto riguarda Nicola Ziangaretti nel Lazio. «Lì c'è una discussione aperta. Vediamo», conclude Fratoianni.

 
Giovedì 11 Gennaio 2018, 13:16 - Ultimo aggiornamento: 12-01-2018 14:36
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3 di 3 commenti presenti
2018-01-12 07:53:10
Qui siamo alle comiche,non riesco a capire il nesso,ma forse c'è poco da capire,si rompe un partito per farne 4 o 5 perchè non si condivide l'operato ,ma poi si fa una ammucchiata degli stessi,mi dite se sto su scherzi a parte,in questo paese si fa di tutto per non perdere la poltrona,ma non si farà mai l'interesse del paese,allora mi domando,ma gli italiani qualcosa riescono a capirla oppure nò,la vecchia politica e solo minestra riscaldata che non può portare benefici al paese.
2018-01-11 21:35:24
ritiratevi su un'isola deserta (con d'alema,speranza e grasso) il commander in chief vi rottamera' di nuovo
2018-01-11 14:51:58
Lo "stiamo lavorando" mi sa tanto di presa in giro, ovvero di scarsa conoscenza semantica del termine "lavoro". Che bella vita!

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