Corsa al voto, Di Maio allo scoperto: pronto a fare il candidato premier

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di Mario Ajello

ROMA.«Se gli iscritti vorranno, sarò il candidato premier». Ospite di Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto su Radio Capital, Luigi Di Maio rompe gli indugi e si candida alla premiership con frasi inquivocabili, dopo mesi di perifrasi a mezza bocca. Il vicepresidente della Camera ha fatto sapere che il voto «non sarà né una incoronazione né un'investitura», e ha aggiunto con piglio autoritario che «di ministri ne parleremo dal 25 settembre, non voglio fare fantacalcio». Ma interrogato sull'eventualità di un asse con Salvini in Parlamento, in caso di eventuale vittoria, Di Maio sbatta la porta in faccia al Carroccio con parole piuttosto nette. «Io sono di Napoli: Salvini era uno di quelli che diceva Vesuvio lavali col fuoco.

Quindi di affine con Salvini non ho niente». Decisamente più morbidi che in passato, i toni con i quali il candidato in pectore affronta il tema Europa. Meno possibilista di un tempo, sul possibile addio a Bruxelles, Di Maio spiega che «invece di ricorrere al referendum per il quale ci vuole una apposita legge che richiede molto tempo, mettiamo sul tavolo queste critiche comuni e diffuse per farle diventare realtà».

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Mercoledì 13 Settembre 2017, 08:52 - Ultimo aggiornamento: 13-09-2017 15:58
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