«Via le correnti di sinistra dei giudici». Bufera sul sottosegretario Morrone

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Il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone esprime l'auspicio che la magistratura si liberi dalle correnti e in particolare di quelle di sinistra e scoppia la polemica. Le sue parole sono arrivate a un corso di formazione per i giovani magistrati e a due giorni dalle elezioni dei togati del Csm. Le dichiarazioni sono state accolte prima da brusii dalla platea, poi da molte reazioni indignate. «Rivendico la posizione politica, in magistratura non ci sono correnti migliori di altre. Ma le mie parole pronunciate questa mattina al Csm sono una opinione personale che non rappresenta la posizione del Ministro», ha poi precisato il sottosegretario alla Giustizia dopo le polemiche sollevate dal suo intervento.

«Telefonerò e scriverò una lettera al ministro della Giustizia sulle parole del sottosegretario Morrone per informarlo e chiedere di assumere delle determinazioni», ha detto il vicepresidente del Consiglio Superiore della magistratura Giovanni Legnini.

Sono «gravissime e inaccettabili» per l'Associazione nazionale magistrati (Anm) le parole del sottosegretario alla Giustizia che «in un incontro di formazione organizzato dal Csm per i magistrati in tirocinio, ha pubblicamente auspicato che la magistratura si liberi dalle correnti, in particolare di quelle di sinistra».

«Le dichiarazioni del sottosegretario sono inaccettabili nel contenuto e gravissime quanto al contesto in cui sono state rese - ha affermato Antonello Ardituro, togato di Area, il gruppo che rappresenta le correnti di sinistra della magistratura - Un incontro di formazione per giovani magistrati non può essere strumentalizzato per finalità politiche da chi è stato invitato per rappresentare il ministero della giustizia nell'ambito della collaborazione istituzionale che la costituzione sollecita e che il Csm ha sempre onorato e continuerà ad onorare. Mi auguro che il ministro della giustizia voglia prendere le distanze da queste dichiarazioni».

«Le dichiarazione del sottosegretario sono inaccettabili nel contenuto e gravissime quanto al contesto in cui sono state rese», ha detto il consigliere del Csm, Antonello Arbituro. «Un incontro di formazione per giovani magistrati - ha sottolineato - non può essere strumentalizzato per finalità politiche da chi è stato invitato per rappresentare il ministro della Giustizia nell'ambito della collaborazione istituzionale che la Costituzione sollecita e che nel Csm ha sempre onorato e continuerà ad onorare. Mi auguro che il ministro della Giustizia - ha concluso - voglia prendere le distanze da queste dichiarazioni».

 
Venerdì 6 Luglio 2018, 16:24
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5 di 6 commenti presenti
2018-07-07 05:24:58
Bene ha detto il sottosegretario. I giudici devono essere super partes, non filo-sinistra. Smettano anche di provare a indottrinare le persone durante i processi, specie i giudici di pace. E' una vergogna tutta italiana.
2018-07-06 20:22:37
Un commento che poteva tenersi per sè, visto che è un sottosegretario guarda caso alla giustizia.
2018-07-07 09:13:31
...perché, un deputato che appartiene alla "giustizia" deve per forza ingoiare le amenità giudiziarie? Ciò che bisogna fare è eliminare le correnti ideologiche nella magistratura, in quanto un giudice nell'esercizio deve apparire terzo e apolitico come etica vuole. Abbiamo già visto molte volte strane sentenze oppure quando il potere legislativo sta per emanare una nuova, una parte della magistratura fare ammuina e rivolte ideologiche. A questo punto, eliminiamo il potere legislativo e le leggi le facessero i magistrati. e Amen.
2018-07-06 20:12:51
allucinante! arrivano le epurazioni prima della dittatura, dove finiremo?
2018-07-06 18:35:12
...bisognerebbe fare come negli Stati Uniti... nuovo governo, nuovi funzionari in tutto gli States... Se non si vuole riformare la Magistratura, almeno riformare il CSM a riguardo dell'operato dei giudici da un Grand_jury senza alcun giudice e/o magistrato per evitare che tra cani non si mozzicano. La democrazia italiana sembra quella che vige negli Stati bananas.

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