Veti tra i partiti: il Colle aspetterà fino a mercoledì

di Alberto Gentili

Bocche cucite sul Colle. Il conto alla rovescia di Sergio Mattarella è ormai agli sgoccioli e i suoi collaboratori garantiscono che il capo dello Stato non ha preso ancora alcuna decisione. Lo farà entro domani sera. Mercoledì al massimo.

L'umore del capo dello Stato, che oggi sarà a Forlì per ricordare Roberto Ruffilli, non è dei migliori. A 40 giorni dalle elezioni, il Presidente non si aspettava uno stallo così... paludoso e perfino irritante. Con Luigi Di Maio che continua a chiedere a Matteo Salvini di sbriciolare il centrodestra e di scaricare Silvio Berlusconi per firmare il «contratto di governo» con lui. Con Salvini che non ha alcun intenzione di andare a fare il secondo al leader grillino e gli chiede di farla finita con i veti. E con Silvio Berlusconi che lavora a un «governo autorevole» per affrontare la crisi siriana, strizzando l'occhio al Pd. Esattamente come Di Maio che, in questa giostra impazzita, vede in un accordo con il partito di Matteo Renzi l'unica via d'uscita. Ma ha un problema non piccolo: se mai grillini e democratici si mettessero d'accordo, il premier non sarebbe certo l'onorevole di Pomigliano D'Arco. Si parla piuttosto di Roberto Fico, il presidente della Camera. Ma siamo ancora davvero molto lontani da un epilogo del genere.
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Lunedì 16 Aprile 2018, 10:33 - Ultimo aggiornamento: 16-04-2018 10:33
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