Congresso Pd, Emiliano avvisa:
Renzi cambi linea o siamo fuori

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«La divaricazione forse è già insanabile. Gli elettori hanno perso la speranza. Sabato lanciamo la nostra proposta, l'ultima chance al Pd. Se Renzi accetta, bene. Altrimenti, domenica andremo via. Mi sforzo di evitare lo strappo, ma fedele ai miei valori». Lo afferma Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, in un'intervista a Repubblica spiegando che l'ex premier deve «accettare una conferenza programmatica, poi un congresso che non sia un rito abbreviato. In autunno». Insieme a Roberto Speranza ed Enrico Rossi, Emiliano dice di sentirsi come «una persona sola, un candidato unico. Poi stabiliremo i ruoli tra questi primus inter pares. Se si fa un congresso è una cosa, se un movimento di ricostruzione del centrosinistra un'altra. Ma non siamo soli: pezzi della maggioranza renziana hanno capito che un Pd trasformato in partito personale di Renzi è destinato a una legnata elettorale tale da farlo scomparire».

Quanto al ministro Orlando, «dentro questo progetto», dice Emiliano, «è assolutamente il benvenuto». «Quattro punti di vista autorevoli sono meglio di tre. Non abbiamo paura che arrivi uno più bravo di noi, anzi siamo felici se questo avviene». «Parliamo a tutto l'universo dei centristi, riformisti e radicali italiani. Bersani e D'Alema hanno dimostrato una generosità e un'intelligenza enormemente superiore a quella di Renzi, dicendo che la fase politica che li riguardava è conclusa. Ora inizia un processo fondativo, vedremo se di un'area del Pd o di una forza ulivista che parte dal Sud e dalla Toscana». Renzi? «Continua a correre come un matto, senza sapere dove va. Noi vogliamo arrivare al 2018 con Gentiloni, lui pensa di mollarlo in base alle sue esigenze congressuali. Ma se hai perso tutte le battaglie, nessuno ti segue».
 
Giovedì 16 Febbraio 2017, 08:46 - Ultimo aggiornamento: 16-02-2017 18:11
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