Il Comune di Napoli verso il crac, il dossier sul tavolo di Gentiloni

di Luigi Roano

Il contatto telefonico nella prima mattina tra il sindaco Luigi de Magistris e il premier Paolo Gentiloni c'è stato. Cosa ne è venuto fuori? Difficile dirlo, certo Gentiloni ha confermato l'interesse per la questione Napoli, del debito con il Cr8 che blocca la cassa. Ma può il capo del Governo - in attesa che si insedia il prossimo esecutivo - davvero fare qualcosa di operativo? Sì. Ovvero lo sblocco della cassa del Comune che è pignorata.
 

Ecco i motivi. Quando il sindaco chiarisce che «Napoli non andrà in dissesto» dice il vero. Almeno per quest'anno non se ne parla. La sanzione da 85 milioni sotto forma di minori trasferimenti dallo Stato - comminata dalle Sezioni regionale della Corte dei Conti - che è l'equivalente della stessa somma che il Comune deve al Cr8 per non avere messo nel bilancio del 2016 il debito, sarà comminata a partire dal 2019 come stabilisce la legge e come si evince dal dispositivo della sentenza. Insomma, ci sarebbero ancora 9 mesi per fare qualcosa e cercare di limitare i danni. E qui entra in ballo il rapporto con il Governo attuale. Com'è noto, alla vigilia della manifestazione che il sindaco e la sua maggioranza hanno tenuto il mese scorso all'esterno di Palazzo Chigi, proprio i tecnici del Governo hanno convocato quelli del Comune aprendo il tavolo sul debito con il Cr8 (a cui hanno partecipato, tra gli altri, il capo di gabinetto Attilio Auricchio e il commissario per il terremoto del 1980 Carlo Schilardi), sostanzialmente arrivando a una bozza di intesa con questa ripartizione: il 77% in carico allo Stato e la restante parte a Palazzo San Giacomo. Frutto di un'azione legale che il Comune ha intentato contro lo Stato, tuttavia non arrivata ancora a sentenza. Ma l'accordo trovato tra i tecnici dei due Palazzi si basa su una perizia di un ente terzo, un Ctu - acronimo che sta per Consulente tecnico d'ufficio - se questa perizia venisse ritenuta congrua dalle parti il Comune ritirerebbe la vertenza per accelerare sul fronte dell'intesa. È qui che serve lo sprint ed è su questo punto che il sindaco ha sollecitato il premier. Perché l'effetto dell'accordo del tavolo avrebbe come immediata conseguenza lo sblocco della cassa di Palazzo San Giacomo. In quanto il Comune la quota sua al Cr8, vale a dire il 23%, l'ha già pagata nella transazione dell'anno scorso. Il Cr8 a quel punto, forte dell'accordo, batterà cassa verso Palazzo Chigi per la restante parte del debito.
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Venerdì 9 Marzo 2018, 10:18 - Ultimo aggiornamento: 09-03-2018 10:18
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